I corn
Cosa è Il termine corn viene usato in ambito veterinario per indicare un’area ipercheratosica sul cuscinetto digitale, che è frequentemente causa di zoppia nei greyhound. L’ipercheratosi non è altro che un ispessimento e indurimento di una parte del cuscinetto digitale. La spiacevole sensazione che prova il cane è paragonabile a quella che […]

Cosa è
Il termine corn viene usato in ambito veterinario per indicare un’area ipercheratosica sul cuscinetto digitale, che è frequentemente causa di zoppia nei greyhound. L’ipercheratosi non è altro che un ispessimento e indurimento di una parte del cuscinetto digitale. La spiacevole sensazione che prova il cane è paragonabile a quella che proviamo noi quando abbiamo un sassolino nella scarpa che non riusciamo a togliere.
Etiopatogenesi
Vi sono diverse ipotesi sulla eziopatogenesi dei corn in ambito veterinario.
Quelle che sembra trovare il consenso convergente della comunità veterinaria internazionale e nei rifugio dediti al recupero dei greyhound, è che i corn sono una patologia specifica dei greyhound e dei lurcher, nella cui linea di sangue ci siano grey.
Quindi è accreditata l’ipotesi che intervenga comunque una predisposizione/vulnerabilità genetica che espone il cane ad una maggiore probabilità di sviluppare corn.
Le ipotesi etiopatogenetiche sono essenzialmente tre.
1) Traumatica – Il corn può insorgere a seguito di eventi traumatici come tagli, punture o corpi estranei di piccole dimensioni, che si conficcano dentro il cuscinetto, il cui tessuto forma un callo duro intorno al corpo estraneo.
Tutte queste cause, danno origine a lesioni a carico dei cuscinetti palmari o plantari con conseguente “guarigione” per seconda intenzione, ovvero con deposizione di tessuto fibroso cicatriziale nello spessore del polpastrello, una sorta di callo. Questo tessuto andrà a sostituire il grasso presente nel cuscinetto digitale che svolge la funzione di ammortizzare gli urti a carico delle falangi durante l’appoggio sul terreno, attutendo l’impatto e permettendo dunque al cane di muoversi anche su terreni non lisci.
Questo nuovo tessuto fibroso, di consistenza dura e anelastica, una sorta appunto di callo, è incapace invece di ammortizzare il carico del corpo durante la deambulazione. Di conseguenza il cane prova fastidio e vero e proprio dolore nel muoversi su terreni duri, ghiaiosi o sassosi.
Rispetto alle altre razze, i greyhound, sembrano essere particolarmente predisposti a sviluppare corn in ragione di una minor quantità di grasso nello spessore dei cuscinetti digitali.
2) Virale – Questa è l’ipotesi più accreditata: tenendo conto di una predisposizione genetica, il corn sarebbe causato da un virus, che provoca la formazione di una verruca. Il virus responsabile è un Papillomavirus (HPV), che presenta un tempo di incubazione tra le 3 e le 6 settimane Nel cane il virus dà origine a un tumore benigno della pelle chiamato papilloma che presenta un tipico aspetto a cavolfiore.
Generalmente si annida nella mucosa orale dei cani giovani di tutte le razze e in alcuni casi nel cuscinetto plantare. In quest’ultima sede anatomica lo sviluppo avverrà internamente, dando origine ad una neoformazione di forma conica paragonabile ad una “piccola pietra” nello spessore del cuscinetto. L’ipotesi è che la pressione e l’abrasione durante il camminare impedisce al papilloma di crescere normalmente verso l’esterno della superficie corporea. Come risultato, si sviluppa il corn che si radica e viene compresso negli strati più profondi del cuscinetto formando una chiara e piana zona dolorosa circolare.
Questa ipotesi è quella più accreditata per la risposta altamente positiva ai farmaci antivirali post-rimozione. I Corn tendono a manifestarsi in più membri di una stessa cucciolata, suggerendo una possibile predisposizione genetica nella razza greyhound. Nel medesimo soggetto possono coesistere più corn che riconoscono cause differenti.
3) Meccanica – (Legata anche alla conformazione tipica dei cuscinetti dei grey: i grey non hanno abbastanza grasso nei cuscinetti, soprattutto all’altezza della punta dei piedi, e il corn è causato dalla pressione tra l’osso del dito del piede e il cuscinetto poco ammortizzato).
Fratture, lussazioni pregresse o danni muscolari possono comportare difetti di appiombo della mano o del piede. Per tale ragione il carico non verrà distribuito in maniera ottimale e la parte del cuscinetto digitale non sottoposta alla fisiologica azione di sfregamento sul terreno tenderà a indurirsi per la cessazione dei normali processi di esfoliamento del tessuto corneo. Dunque il polpastrello non si consumerà adeguatamente portando alla formazione di una specie di callo con conseguente zoppia dell’animale.
Attenzione che alcune volte si ha più a che fare con “verruche”, che assomigliano nell’aspetto a corn e possono anche evolversi in corn se non curate subito in maniera efficace, ma non sono propriamente corn. Le verruche che si formano soprattutto all’estremità della dita e si sviluppano in superficie, avendo poi alla fine l’aspetto di una protuberanza. Sono tessuto cicatriziale fibroso in seguito a traumi, come tagli, forature o lacerazioni.
Segni Clinici
Il segno clinico più evidente della presenza del corn è la zoppia, che il greyhound presenta in maniera continua, cioè persiste nel tempo. L’intensità può essere di grado variabile, da un grado leggero, con un moderato fastidio per il cane e una presenza in. alcune circostanze (normalmente legate al tipo di terreno) fino ad una zoppia invalidante, che rende molto dolorosa la deambulazione del cane, che spesso arriva a rifiutarsi di andare in passeggiata o tiene sollevato l’arto per non appoggiarlo al suolo.
La sintomatologia diviene più evidente quando il cane viene fatto camminare su terreni duri mentre migliora sul prato o su qualsiasi altro terreno morbido.
Trattamenti
Esistono diversi trattamenti per i corn, alcuni più efficaci di altri. Alcuni sono topici, cioè agiscono a livello locale, altri sono chirurgici. Nei casi più estremi e altamente invalidanti per il cane è prevista anche l’amputazione. Ma si tratta di casi estremi.
Nessun trattamento è definitivo, nel senso che i corn presentano ahimè recidive.
I corn sono molto frequenti tra i grey. Non sono esclusivi dei grey rescue, cioè che sono stati salvati e non corrono più. Non sono legati all’età. Possono comparire anche in cani molto giovani. L’asfalto non sembra avere alcuna incidenza causale sui corn, nel senso che è conclamato che i corn compaiono anche in grey in attività che non si allenano né corrono su terreni asfaltati.
La lunghezza delle unghie non sembra avere una qualche incidenza significativa nel prevenire l’insorgenza di corn.
Trattamento medico topico
In molti casi per curare i corn è sufficiente una terapia topica.
La terapia topica agisce in maniera tale da ammorbidire e sciogliere la lesione. Si utilizzano solitamente sostanze cheratino-litiche (pomate, lozioni o cerotti) e creme ammorbidenti. I prodotti ad azione cheratolitica sono generalmente a base di acido salicilico che esplica la sua azione corrodendo il tessuto corneificato del Corn. Preferite i prodotti che contengono oltre all’acido salicilico anche l’acido lattico.
Prima di applicare il prodotto cheratolitico ammorbidite il polpastrello lasciandolo a bagno in acqua tiepida con bicarbonato per circa 5 minuti al fine di ammorbidire la lesione e favorire la penetrazione del principio attivo negli strati più profondi. Il trattamento deve essere eseguito 1-2 volte al giorno per una durata di circa 2 mesi di tempo. Poi asciugatelo e sfregate il corn con la pietra pomice. Procedete a levigarlo. Dopodiché, spalmate sopra il corn il callifugo. Dovete usare un callifugo che contenga acido salicidico e acido lattico. In commercio trovate diversi prodotti che rispondono a questo requisito, per esempio Duofilm ® Acido salicilico e Acido lattico.
Lasciate asciugare, vigilando che il cane non si lecchi. Coprite l’area con un cerotto per favorire l’assorbimento dei principi attivi ed evitare che il cane si lecchi. Potete applicare un cerotto callifugo sempre a base di acido salicidico per potenziare l’effetto. I cerotti callifughi sembrano essere vantaggiosi in quanto oltre ad esplicare la funzione cheratolitica sembrano influenzare il metabolismo del corn. Infatti, la stretta adesione tra il cerotto e il Corn impedisce meccanicamente la traspirazione della parte coperta, diminuendo la quantità di ossigeno che giunge alle cellule formanti la lesione.
Il cerotto callifugo è consigliabile applicarlo la sera tardi dopo l’ultimo trattamento. Si consiglia inoltre di coprire la zampa con una scarpetta per tutta la durata della notte per evitare che il cane si lecchi o rimuova il cerotto stesso.
Il cerotto può essere lasciato in sede anche per 3 giorni. Controllate però le dita adiacenti alla lesione in quanto l’acido può provocare arrossamenti e irritazioni della cute con conseguente peggioramento della sintomatologia clinica. In tale caso il trattamento deve essere temporaneamente sospeso.
Sia la mattina che la sera completate il trattamento con le creme lenitive e ammorbidenti che coadiuvano l’azione dell’acido salicilico ammorbidendo il corn similmente al lavaggio con acqua. Esistono svariati prodotti (Propad®, Elastopad®) che sono facilmente reperibili in commercio.
Il trattamento va ripetuto fino quando il corn non scompare.
Ci vuole tempo.
Al fine di migliorare la qualità di vita è consigliabile fare correre l’animale sul prato o sulla sabbia invece del duro cemento.
Nel frattempo se ha difficoltà a camminare potete fargli indossare le scarpine. Vanno indossate su tutte e due le zampe per evitare dislivelli nel camminare.
Trattamento chirurgico
L’asportazione chirurgica dei Corn può essere eseguita con diverse metodiche: elettrobisturi, laser, crioterapia.
Generalmente la zoppia tende al miglioramento nelle prime settimane dopo la chirurgia ma purtroppo nessuna di queste tecniche garantisce un successo sicuro in quanto il corn tende a dare recidive già dopo alcune settimane. Corn di grosse dimensioni che occupano gran parte del cuscinetto, portano inevitabilmente ad una zoppia fortemente invalidante. In questi casi l’amputazione del dito rappresenta l’unica opzione risolutiva.





