I 150 grey orribilmente detenuti come donatori di sangue – altro esempio della crudeltà del greyhound racing.
Riportiamo la traduzione in italiano dell’articolo Allegations of neglect at dog blood bank shine light on an unregulated industry, pubblicato da The Washington Post, il 23 settembre, sull’indagine resa nota dalla PETA sui 150 greyhound texani, detenuti in condizioni orribili e sfruttati per la donazione del sangue. Le accuse di […]
Riportiamo la traduzione in italiano dell’articolo Allegations of neglect at dog blood bank shine light on an unregulated industry, pubblicato da The Washington Post, il 23 settembre, sull’indagine resa nota dalla PETA sui 150 greyhound texani, detenuti in condizioni orribili e sfruttati per la donazione del sangue.
Le accuse di negligenza sul banca del sangue per cani gettano luce su un’industria delle corse non regolamentata
di Karin Brulliard 23 Settembre 2017
Un sito web di una società con sede in Texas che fornisce emoderivati per trasfusioni veterinarie su tutto il territorio nazionale afferma di rifornirsi di sangue “principalmente da donatori volontari” e sostiene anche di “operare assolutamente in modo etico ed umano”.
Ma un’associazione di tutela dei diritti animali dichiara di avere prove che la Pet Blood Bank farebbe tutt’altro, procurandosi le sue forniture da una colonia di circa 150 greyhound che vivono nello squallore di gabbie sporche e malsane.

A former employee of the Pet Blood Bank in Texas says this photo shows crated greyhounds awaiting blood draws. (PETA)
Le foto della struttura, che l’associazione PETA – People for the Ethical Treatment of Animals afferma siano state scattate da un ex impiegato tra febbraio e giugno, mostrano i cani rinchiusi in gabbie con ferite aperte, denti marci e unghie delle zampe talmente lunghe da ritorcersi verso i polpastrelli.
Mercoledì l’organizzazione ha mandato una lettera allo sceriffo della Contea di San Saba, dove si trova la struttura situata a nord ovest di Austin, in cui esortavano al sequestro immediato dei cani “crudelmente confinati e privati senza ragione di cibo, cure e riparo”. Venerdì un comunicato annunciava che sarebbe in corso un’indagine.

Le accuse dell’ex impiegato potrebbero non essere confermate. Giovedì in un’intervista il proprietario di Pet Blood Bank, Shane Altizer, non ha negato che siano state scattate delle foto, ma ha detto che si riferirebbero ad un periodo antecedente al 2015, anno in cui acquistò la società, e comunque sarebbero solo delle “istantanee relative ad alcuni momenti”, affatto rappresentative della situazione generale attuale. Le accuse hanno consentito di introdursi in un’azienda che ogni anno aiuta a salvare migliaia di animali, nonostante le critiche dicano che c’è bisogno di una maggiore regolamentazione. Poiché negli Stati Uniti la popolazione di animali domestici aumenta e i proprietari scelgono sempre più spesso di curare infortuni e altre patologie con procedure che richiedono trasfusioni, le banche del sangue faticano a far fronte alla richiesta di emoderivati. Non esiste ancora uno standard federale, e solo in California esistono leggi che regolamentano queste operazioni e prevedono controlli annuali.
Il veterinario Anne Hale, ex amministratore delegato della prima e più grande banca del sangue animale del paese, ha dichiarato di aver visitato la Pet Blood Bank quest’estate e di essere “rimasta piacevolmente sorpresa” di trovare i cane apparentemente sani e felici. Dopo aver visto le foto e i video pubblicati dalla PETA, tuttavia, la Hale ha detto di aver cambiato opinione.
“Sembra che la struttura sia stata “ripulita” prima della nostra visita” ha scritto la Hale in un email. “Concordo sul fatto che dovrebbe essere controllata di più. Tutto questo suggerisce sicuramente quanto sia necessaria una legge regionale, statale o federale”.
Gli esperti dicono che le condizioni sanitarie e la cura veterinaria sono fondamentali per garantire che gli animali siano sani al punto da donare il loro sangue senza il rischio di trasmettere agenti patogeni trasmissibili per via ematica.
Nessuno tiene il conto delle banche del sangue animale, che possono assumere varie forme. Operazioni commerciali come quella in Texas vendono i loro prodotti a cliniche veterinarie o ad altre compagnie. Ma molti ospedali veterinari gestiscono versioni in scala ridotta che di solito ottengono il sangue da animali di proprietà dello staff o da pazienti i cui proprietari li offrono volontariamente in cambio di servizi scontati. Anche molte facoltà di veterinaria hanno banche del sangue, alcune delle quali mantengono al loro interno colonie di cani o gatti. Queste strutture sono regolamentate e controllate dalle istituzioni, ha detto Sarah Musulin, presidente dell’Associazione di Ematologia Veterinaria e Medicina Trasfusionale.
“La maggior parte delle banche del sangue sono controllate da veterinari e tecnici che hanno dedicato la loro carriera al benessere degli animali” ha aggiunto la Musulin, che dirige la banca del sangue alla North Carolina State University. E molte, dice, vorrebbero “creare linee guida sulle prassi migliori da seguire in materia”. Queste prevedono l’uso di animali giovani, sani e vaccinati che vengono sottoposti regolarmente a screening e valutazioni comportamentali.
Un argomento di discussione, soprattutto quando si tratta di cani, riguarda quali donatori usare. Molte banche del sangue fanno affidamento su un sistema simile a quello adottato dalle banche del sangue umano, sponsorizzando cioè le donazioni e reclutando volontari. Altri usano colonie, spesso composte da greyhound ex racer, una razza che spesso ha un gruppo sanguigno universale. Altri ancora adottano un mix tra i due.
Le colonie limitano l’esposizione a malattie trasmissibili ed evita che i cani debbano viaggiare per le trasfusioni di sangue, ma richiedono molto spazio e uno staff che si occupi di mantenere i cani allenati e attivi, ha detto la Musulin. L’ideale sarebbe che i cani venissero sfruttati per un breve periodo e poi dati in adozione, ha concluso.
Chi è contrario al modello della “colonia” sostiene che sia disumano e inutile quando è possibile organizzare un programma di donazioni volontarie.
“Non abbiamo problemi con i greyhound donatori. Li abbiamo con i greyhound donatori tenuti prigionieri” ha dichiarato David Wolf, direttore del National Greyhound Adoption Program. Ha citato a modello l’ospedale veterinario dell’Università della Pennsylvania che ha abbandonato la sua colonia a favore di un programma di donazioni volontarie con una autoemoteca. “avere donatori di sangue è fantastico solo quando questi se ne tornano a casa loro a dormire” ha detto Wolf.
“Dovrebbe diventare uno standard diffuso in tutto il paese” ha concluso, riferendosi alla banca del sangue. “In pratica è un vuoto che dovrebbe essere riempito”. In Texas la Pet Blood Bank ha usato soprattutto il modello della colonia. È stata fondata nel 2004 da un imprenditore di Austin, Mark Ziller, che inizialmente cercava volontari usando un’autoemoteca. Quando non riuscì a trovare abbastanza cani, la società iniziò ad usare greyhound ex racer ospitati in gabbie all’interno di una fattoria privata a nord ovest di Austin. Ziller ha detto di aver venduto la compagnia nel novembre del 2015 ad Altizer, la cui famiglia è proprietà dell’allevamento a Cherokee.

The Pet Blood Bank houses a colony of greyhounds. (PETA)
“La Pet Blood Bank aveva una missione nobile: fornire sangue ai veterinari da usare per trasfusioni salva vita” ha scritto Ziller in un’email, aggiungendo che durante la sua gestione i cani ricevevano mensilmente profilassi contro pulci, zecche e parassiti, oltre che cure veterinarie. Dopo aver visto le foto che la PETA ha ottenuto, ha aggiunto che “vedere gli animali in quello stato è sconfortante”.
Bill Larsen, 60 anni, è l’ex impiegato che ha scattato quelle foto. Ha detto di averci lavorato diversi anni fa e che poi le condizioni sarebbero migliorate. È rimasto scioccato da quello che ha visto quando è stato riassunto alcuni mesi fa. Ha descritto le gabbie dei cani come recinti ricavati da un ex allevamento di tacchini, spesso sporchi di feci e urina. Gli animali erano infestati dalle pulci e non potevano mai uscire a sgambare, ha aggiunto. Molti di essi erano impauriti a morte. “quando ti vedono avvicinare per aprire il cancello, corrono a nascondersi” ha detto Larsen, che ha riferito di come abbia chiesto aiuto, senza ottenerlo, a rifugi per animali locali e ad un ente statale, prima di contattare la PETA. “mi piacciono i cani” ha detto “e odio che gli animali vengano trattati in questo modo”.

The pens at the Pet Blood Bank have dirt floors. (Courtesy of PETA)
Altizer ha dichiarato di aver provato a fare dei rapidi cambiamenti da quando ha preso in gestione la società. Un programma per trattare il problema delle zecche quest’estate avrebbe “spazzato via” il problema dell’infestazione, ed ha poi fornito altre spiegazioni alle immagini condivise dalla PETA: i greyhound avrebbero spesso problemi dentali; ai cani più anziani e magri può capitare di avere ferite e piaghe da decubito, difficili da curare. I recinti vengono puliti ogni giorno e i veterinari si prendono cura dei cani, ha insistito. “Se un cane non è sano, non produce” ha fatto notare Altizer. “e se non produce, è un costo inutile. È più economico mantenere un cane sano”.
Il sito web della società è stato aggiornato e non fa più riferimento a donatori volontari, ha aggiunto.
La Hale ha detto che Altizer sembrava ansioso di chiedere consigli e quest’estate, durante la sua visita, non avrebbe percepito alcun campanello d’allarme. L’archiviazione dei documenti appariva in regola e i cani sembravano rilassati nei loro box e durante i prelievi.
“I cani non possono firmare i moduli con la zampa per dare il loro consenso alla donazione” ha detto giovedì. “Abbiamo una responsabilità ben più grande di qualsiasi banca del sangue umano perché dobbiamo davvero assicurarci che i donatori siano in salute e ben curati”.
Secondo Daphna Nachminovitch, vice presidente della PETA, le foto mostrerebbero i tatuaggi di alcuni greyhound che avrebbero corso in cinodromi in Florida, Texas e Arkansas. I programmi di adozione dei greyhound sono pronti a prendere in affidamento questi cani, ha detto.
“Sono nati in un’industria crudele” ha aggiunto la Nachminovitch. “Ma anche se questi animali vengono detenuti solo per prelevarne il sangue, è necessario stabilire per legge standard minimi in termini di condizioni igienico-sanitarie e cure veterinarie”.
@Pet levrieri


A former employee of the Pet Blood Bank in Texas says this photo shows crated greyhounds awaiting blood draws. (PETA)










The pens at the Pet Blood Bank have dirt floors. (Courtesy of PETA)




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