Guinea…insieme abbiamo trovato la luce fuori dal pozzo!
Mia cara Guinea, sabato sono arrivati altri galgo, così dopo un mese dalla tua partenza verso la tua nuova vita ho deciso di scriverti. Mi manchi molto, penso spesso a te e alla nostra avventura. Non è stato facile per me, sei stato il foster più faticoso, non tanto […]

Mia cara Guinea,
sabato sono arrivati altri galgo, così dopo un mese dalla tua partenza verso la tua nuova vita ho deciso di scriverti.
Mi manchi molto, penso spesso a te e alla nostra avventura.
Non è stato facile per me, sei stato il foster più faticoso, non tanto dal punto di vista logistico perché sei una galghina molto riservata e in casa quasi non ti si sentiva.
La mia fatica era emotiva, non avevo mai visto un cane come te.
Il terrore che animava i tuoi muscoli ogni volta che mi avvicinavo mi ha portata a mettere da parte la mia voglia di accarezzarti limitando il contatto solo per metterti cappotto, pettorina e la crema per curare le piaghe dovute alla tua magrezza.
Ho avuto momenti di sconforto.
Pensavo che tu non ce l’avresti fatta a uscire da quel buio in cui ti avevano infilata, e che io non avessi abbastanza strumenti per aiutarti.
Simona, che ti ha portata qui da me mi disse: “Barbarina, è arrivata a lumicino” ho capito solo a casa cosa volesse dire…pelle attaccata alle ossa, pelle tanto sottile da essere trasparente, potevo vedere l’anatomia di uno scheletro che ancora respirava.
La paura, la paura degli sguardi, della ciotola, delle mani.
Guardandoti mi sono trovata a piangere, arrabbiandomi da morire pensando a cosa e a chi può rendere l’esistenza così impossibile ad un essere vivente.
Avevo voglia di vederti rinascere come era successo a Cilla, ero impaziente ma dopo un mese sembrava che nulla stesse migliorando.
Ho preso il telefono e ho chiamato Sandra che sa sempre cosa dirmi.
Dopo la telefonata ho capito che non potevo forzare, che dovevo aspettarti, guardandoti da lontano ma senza mai perderti di vista.
E poi sei arrivata.
Era capodanno, siamo andati in montagna ad aspettare l’anno nuovo e abbandonare la città per un paio di giorni, ne avevamo bisogno tutti.
Avevo portato le cucce di emergenza, meno comode e soffici di quelle di casa, ma era solo per una notte e la macchina troppo piena.
Quella notte non volevi dormire da sola, abbiamo condiviso il letto, quasi avevo paura di muovermi perché era la prima volta che avevamo un contatto fisico così intimo, non lo dimenticherò mai quel capodanno.
Avevamo iniziato a trovare la luce fuori da quel pozzo, c’era ancora tanta strada da fare ma adesso sapevo che ce l’avresti fatta, che ce l’avrei fatta.
I giorni successivi ho avuto la fortuna di vederti corrermi incontro quando ti chiamavo, di vederti saltare in macchina autonomamente, di andare alla ciotola senza bisogno di essere accompagnata.
Quando ho saputo che avevi una richiesta ho avuto un sussulto.
Mi sono fatta le stesse domande che si fanno (immagino io) tutti i foster… “ti capiranno?” “ti daranno il tempo?” “sapranno cosa ti piace e ti rispetteranno?” “Capirai che non ti sto abbandonando?” “Lo sai che non c’è nulla di sbagliato di te se adesso devi andar via?” E potrei scriverne mille altre.
E poi è arrivato il giorno in cui sono venuti a portarti nella tua casa per sempre.
Sai Guinea, una mamma Foster parte sempre un po’ sulla difensiva, cerchi di capire a chi stai dando il tuo cane (perché per un foster il cane che arriva è come se fosse suo, ma solo per un po’) ma quando ho visto la tua mamma guardare me e te con le lacrime agli occhi per l’emozione, quando l’ho vista commuoversi per essere lì con te, ho capito che era la famiglia giusta, quella che ti ha scelta, che ti ha voluta e che adesso ti capirà.
Anche Bettina ha detto che la tua mamy “ha il cuore nel posto giusto”.
Sono riuscita a consegnarti alla nuova vita con un po’ più di fiducia nelle persone.
Sono orgogliosa di te e anche di me e della mia famiglia che mi supporta sempre in questa esperienza.
Ti penso spesso, ti immagino insieme ai tuoi fratelli soffici e pelosi sulle montagne innevate.
Ho imparato, che il disgelo prima o poi arriva.
La tua per sempre mamma foster.
Barbara




