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Archivio Legacy

Greyhound rescue danno un senso alla vita di alcuni detenuti

di Vera Lawlor, pubblicato su Care2 4 agosto 2017 Oltre a scrivere di animali domestici, ho il piacere di lavorare come dog sitter. Tra i miei clienti c’è Spring, che è stato adottato attraverso Greyhound Friends of New Jersey (GFNJ), e ha fatto parte del Programma Foster del carcere (http://www.greyhoundfriendsnj.org/info/). Questo […]

di Vera Lawlor, pubblicato su Care2

4 agosto 2017

Oltre a scrivere di animali domestici, ho il piacere di lavorare come dog sitter. Tra i miei clienti c’è Spring, che è stato adottato attraverso Greyhound Friends of New Jersey (GFNJ), e ha fatto parte del Programma Foster del carcere (http://www.greyhoundfriendsnj.org/info/). Questo fantastico programma, adottato presso il riformatorio Mountainside ad Annandale, in New Jersey, ha festeggiato il 15° anno di attività nel maggio 2017, durante i quali si sono “diplomati” ben 822 greyhound.

Nel 2011 il GFNJ è stato inserito nel New Jersey Animal Hall of Fame per l’effetto positivo che il Programma Foster del carcere ha avuto sui greyhound ex racer e i detenuti che vi hanno partecipato.

E’ una grande iniziativa che rappresenta una vittoria sia per i cani che per i detenuti” ha detto Susan Smith, sergente in pensione che opera come coordinatrice volontaria del programma foster da quasi 10 anni. “Ci permette di avere più cani e consente ai detenuti di avere l’opportunità di prendersi cura di loro e sviluppare nuove competenze”.

I detenuti adorano i greyhound ed hanno davvero a cuore la loro sorte.

Il programma foster è iniziato con solo tre cani ed attualmente ne accoglie fino a 15. Come ha scritto la presidente di GFNJ sulla newsletter nella primavera/estate 2017, con un po’ di fiducia ed una relazione aperta il gruppo rescue, il sovrintendente del carcere e il commissario della struttura hanno unito le forze per lanciare insieme il programma che ha rappresentato un’opportunità sia per lo staff del carcere che per i detenuti di prendersi cura e educare i cani in cerca di casa, migliorando al tempo stesso le vite dei detenuti in previsione del loro futuro. Grazie all’esperienza maturata con questa iniziativa, alcuni detenuti hanno intrapreso lavori che hanno a che fare con gli animali, come ad esempio assistenti veterinari o di canile.

Al programma foster sono iscritti fino a 30 detenuti e ogni cane viene assegnato a due addestratori.

https://vimeo.com/20530880

Gli altri partecipanti si fanno le ossa per diventare addestratori assistendo i titolari in compiti come la pulizia delle gabbie, le passeggiate all’aperto o fare il bagno ai cani. I partecipanti sono scelti in base alle raccomandazioni degli agenti penitenziari e dopo un colloquio con Susan Smith. Di notte i cani dormono in cella con i detenuti e durante il giorno partecipano agli addestramenti o escono all’aperto a sgambare un po’. Lavorare con i cani ha un effetto calmante sui detenuti e insegna loro l’auto controllo e il senso di responsabilità, sostiene la Smith.

Molti detenuti non hanno mai provato affetto verso i cani ed essere nel programma foster dà loro l’opportunità di avere un contatto diretto questi animali” afferma la coordinatrice. “Questi ragazzi adorano i cani ed hanno davvero a cuore la loro sorte”.

Il greyhound della Smith, Bitel, è diplomato al programma foster e viene portato spesso in visita alla prigione.

La prima volta che l’ho riportato qui è corso dritto verso il detenuto che aveva lavorato con lui, i cani non dimenticano mai i loro addestratori” ha detto la Smith. “E’ stato divertente vederli giocare assieme a terra. Bitel cercava di sedersi sulle gambe del suo addestratore, per stargli il più vicino possibile!”. Anche i cani con necessità particolari possono beneficiare del programma.

Il programma foster è stato utile soprattutto con cani con arti fratturati in fase di riabilitazione che necessitavano di fare passeggiate al guinzaglio una volta usciti dalle loro gabbie. È una situazione fantastica anche per cani con necessità particolari che hanno bisogno di attenzioni extra. Per esempio ad Hannity, salvato da un cinodromo in Florida con un problema agli occhi, deve essere somministrato un collirio tre volte al giorno.

La maggior parte delle famiglie foster non sarebbe in grado di gestire queste cure programmate a causa degli impegni di lavoro, per cui quale soluzione migliore per lui del programma foster?” ha aggiunto la Smith. “Non ho dovuto neppure chiedere se ci fossero volontari disponibili a prestargli cure extra perché tutti i partecipanti al programma stavano male per Hannity e volevano aiutarlo a guarire”.

La maggior parte dei greyhound salvati dal GFNJ provengono da cinodromi della Florida e solo pochi da allevamenti. A parte forse una notte in rifugio, i cani vengono quasi sempre affidati subito a famiglie foster o entrano nel programma del penitenziario. Tutte le famiglie foster, compresi i detenuti, sono tenute ad insegnare ai cani a dormire nelle loro cucce perché molti potenziali adottanti non vogliono i cani nel proprio letto. Ma a causa del legame speciale che si sviluppa tra i detenuti e i loro cani, questa regola non viene applicata rigidamente in carcere.

Ho avuto agenti che mi hanno detto che alcuni dei detenuti facevano dormire i cani sulla branda con loro” ha detto la Smith. “Qualche volta perché i cani non stavano bene e a volte perché il detenuto si sentiva solo. Ho risposto loro che se è questa la cosa peggiore fatta dai detenuti va più che bene”.

L’associazione rescue GFNJ ha costantemente bisogno di donazioni e di aprovvigionamenti per sostenere il Programma Foster del carcere.

@riproduzione riservata


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Articolo originale: http://www.care2.com/greenliving/rescued-greyhounds-give-sense-of-purpose-to-prison-inmates.html