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Greyhound racing: industria spietata in cui i greyhound vengono sfruttati e spremuti fino all’ultimo dollaro per poi essere uccisi.

12 ottobre 2018Articolo originale →

Bellissimo articolo The Greyhound Racing Industry Is Australia’s Largest Puppy Farm. Assolutamente da leggere. Di seguito la traduzione italiana. Qui l’originale:the-greyhound-racing-industry-is-australias-largest-puppy-farm L’industria del greyhound racing è il più grande allevatore di cuccioli Di Roz Bellamy di 28/08/18 Questo sport “proletario” si prende ben più della dignità di questi cani, portandosi via le loro […]


Bellissimo articolo The Greyhound Racing Industry Is Australia’s Largest Puppy Farm. Assolutamente da leggere. Di seguito la traduzione italiana. 
Qui l’originale:the-greyhound-racing-industry-is-australias-largest-puppy-farm

L’industria del greyhound racing è il più grande allevatore di cuccioli

Di Roz Bellamy di 28/08/18

Questo sport “proletario” si prende ben più della dignità di questi cani, portandosi via le loro vite.

Ho adottato il mio primo greyhound, Rosie, attraverso Greyhound Rescue Victoria. Prima aveva vissuto con una famiglia foster dove aveva avuto una cuccia al caldo, giochi e un giardino in cui correre.

Ho adottato il mio secondo greyhound, Opal, direttamente dal suo addestratore. Viveva in una gabbia in garage dove dormiva estate e inverno sul cemento, senza cucce né giochi. Il suo unico esercizio fisico si svolgeva su una “running machine” (tapis roulant a cui vengono legati a coppie i cani per obbligarli a correre n.d.t).

Il giorno in cui il mio compagno ed io siamo andati a prenderla, appena ci ha visto Opal si è messa a scodinzolare forte contro le sbarre del box. Le abbiamo messo un guinzaglio che avevamo portato con noi e, una volta uscita dalla gabbia, ha camminato velocemente e con determinazione fuori dalla struttura. Mentre la accompagnavamo alla nostra auto, annusava ovunque, con gli occhi sgranati per la curiosità.

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The author’s two rescues, Opal and Rosie. Image: Supplied.

 

“Il greyhound racing dovrebbe essere vietato?” è il tipo di quesiti che vengono affrontati in classe durante le lezioni di Inglese o nelle gare di dibattito, assieme ad argomenti quali “l’Australia dovrebbe diventare una repubblica?”. È l’argomento perfetto da affrontare anno dopo anno, in quanto non cambia quasi nulla, ed entrambe le parti sono coinvolte emotivamente in modi diversi.

Nel 1931 l’allora Premier del Nuovo Galles del Sud, Jack Lang, si riferì al greyhound racing definendolo “l’ippica della classe operaia”. Così facendo espresse a parole ciò che era sottinteso: il greyhound racing è generalmente considerato uno sport per la classe media, e questo concetto spesso viene portato avanti per “addolcire” l’industria.

A luglio 2016 l’attuale Premier Mike Baird, un liberale, annunciò che il greyhound racing sarebbe stato vietato a partire da luglio 2017. Questo in seguito alle accuse sull’uso di prede vive scoperto dalla trasmissione Four Corners, a cui Baird rispose istituendo una Commissione d’Inchiesta Speciale che indagasse sull’industria e le altre problematiche relative al benessere animale.

Nella sua rubrica su NewsCorp, la giornalista Miranda Devine scrisse una risposta furente contro la messa al bando del dog racing. “la decisione è stata guidata dagli attivisti del Vegan GetUp!, coi loro piercing al naso e i loro problemi psicologici, che detestano la cultura che il racing rappresenta: quella di maschi australiani battaglieri che tengono molto alla loro dignità, e la cui idea principale di interazione sociale consiste nell’andare a vedere una corsa di cani”.

Tralasciando la sua descrizione degli attivisti, nonostante debba riconoscere che la Devine mi ha descritto in modo piuttosto accurato, penso che ci sia qualcosa che valga la pena di approfondire nella sua descrizione dei maschi australiani “battaglieri” e della loro dignità. Perché la dignità è sempre collegata all’età, al genere e alla classe sociale? E perché raramente viene connessa all’etica?

I cani a cui fa riferimento la Devine sono loro quelli senza dignità.

Nell’ottobre 2016, tre mesi dopo aver vietato il greyhound racing nel Nuovo Galles del Sud, Baird ha ceduto alle pressioni, annunciando un dietrofront sulla messa al bando e dichiarando di essere “dispiaciuto” per aver fatto “la scelta sbagliata”. A gennaio 2017 ha rassegnato le dimissioni da Premier.

Nonostante i tentativi fatti per riformare l’industria dalle dimissioni di Baird, la nuova Commissione Integrità e Benessere per i Greyhound sembra stia indebolendo la politica sull’eutanasia. Tra aprile, quando il divieto è stato ratificato, e la fine di dicembre 2017, sono stati soppressi circa 330 greyhound perché considerati inadatti all’adozione, una media di 1,3 decessi al giorno. Nei tre mesi successivi, da gennaio a marzo 2018, sono stati soppressi 37 cani direttamente in pista nei vari cinodromi del Nuovo Galles del Sud.

La documentazione ottenuta per la legge sulla libertà di informazione indica che molti greyhound ritirati dalle corse sono stati soppressi adducendo motivazioni molto vaghe. In alcuni casi le ragioni erano davvero assurde, come il fatto che il cane fosse timido, ansioso o nervoso in presenza di gatti, o perché inseguiva le lucertole.

Per aggiungere al danno la beffa, il Ministro del Racing del Nuovo Galles del Sud, Paul Toole, ha annunciato che il governo avrebbe contribuito con $ 500.000 dei contribuenti al premio in palio alla famosa corsa “Million Dollar Chase” prevista ad ottobre.

Questo contributo di $ 500.000 arriva subito dopo il ritrovamento, da parte della Protezione Animali, di una fossa comune nel Nuovo Galles del Sud, contenente i resti di nove greyhound, oltre alla scoperta di 12 greyhound emaciati e malati nella struttura di un addestratore.

Ad aprile 2018, mentre il governo dell’ACT (Territorio della Capitale Australiana) vietava il greyhound racing e gli allenamenti, il Ministro dell’Agricoltura di Vittoria approvava il Codice di Condotta da rispettare per detenere greyhound da corsa. Il Codice, che dovrebbe entrare in vigore nel 2020, punta a migliorare il benessere animale nell’industria del racing.

Quando, nel 2017, il Governo dello Stato di Vittoria ha aperto le iscrizioni per commentare pubblicamente il Codice, molti addestratori di greyhound hanno rilasciato dichiarazioni indignate affermando che i costi per fornire cucce, giochi per l’attivazione mentale e il tempo speso a far fare attività fisica ai cani li avrebbe mandati in rovina. Alcuni dissero che il Codice era un tentativo di mettere al bando il racing a Vittoria, imponendo cambiamenti che avrebbero reso impossibile detenere e addestrare i cani.

“Se non è finanziariamente possibile aderire a questi standard di vita basilari per i greyhound che vengono allevati esclusivamente per arricchire addestratori e proprietari, l’industria non è etica né ha ragione di esistere”.

Tenuto conto del fatto che si tratta di un’industria basata sul profitto e sul gioco d’azzardo, il governo non dovrebbe finanziarla con denaro pubblico.

Amber Cullinan, coordinatrice delle adozioni per Greyhound Rescue Victoria, descrive l’industria del racing come “il più grande allevamento di cuccioli registrato e tollerato d’Australia”.

La Cullinan ha spiegato come l’industria produca “più cani di quanti ne abbia bisogno e possa mantenere…questi cani di fatto hanno una data di scadenza, e spesso non riescono ad adattarsi ad una vita domestica, ce ne sono moltissimi che non superano i programmi rescue, e questa rappresenta uno spreco inutile ed orribile di vite”.

Le ho chiesto cosa ne pensasse del generoso contributo dato dal governo del Nuovo Galles del Sud al prossimo Million Dollar Chase. “l’industria crea molto reddito per il governo e il TAB (Totalisator Agency Board: monopolio delle organizzazioni che si occupano di gioco d’azzardo su sport e corse n.d.t). Il governo sta cercando in fornire incentivi per far prosperare l’industria…sembrerebbe anche un tentativo di ripulire la reputazione di questo sport”.

Martina Best, fondatrice ed amministratore delegato diAmazing Greys, ha descritto il modo il cui i greyhound vengono “sfruttati e spremuti fino all’ultimo dollaro” per poi essere “uccisi a bordo pista o quando vengono ritirati dalle gare”. Altri sono stati venduti ad addestratori in Cina e fatti correre nel micidiale Canidrome di Macao, che ha chiuso per sempre a luglio. Solo un piccolo numero di greyhound è finito con famiglie amorevoli grazie ad associazioni rescue.

Quando sui media scoppiò lo scandalo sull’uso di prede vive nel 2015, pensai che sarebbe stata la fine del greyhound racing. Cos’altro doveva ancora vedere la gente per credere finalmente a quello che stavamo denunciando da tempo?”.

Martina Best è particolarmente dispiaciuta che il dietrofront di Baird abbia “fatto sperare in una pausa nella messa al bando del greyhound racing. I programmi di adozione finanziati dall’industria dispongono di molti fondi e possono pagare i media per diffondere il loro messaggio distorto”. La Best mi ha raccontato che questi programmi ricevono molta attenzione dai media, ricordando quando il giornalista Eddie McGuire, durante la sua trasmissione del mattino, chiese agli ascoltatori radiofonici di scegliere il nome del suo nuovo greyhound da corsa. Questo genere di attenzione consente all’industria di dipingere il racing come qualcosa di divertente, uno sport “per famiglie”, nascondendo così la crudeltà dilagante, i maltrattamenti, le uccisioni abituali e lo smaltimento di migliaia di greyhound.

Secondo la Best, l’Australia è indietro rispetto ad altri paesi in termini di diritti e benessere animale, soprattutto considerato il fatto che è uno degli otto paesi al mondo in cui il greyhound racing è legale.

Sia Amber Cullinan che Martina Best hanno sottolineato quanto sia diffusa l’eutanasia di greyhound sani. Come ha spiegato la Best, i programmi di adozione finanziati dall’industria sopprimono ogni anno migliaia di greyhound.

“Il loro programma di adozione si basa sulla scelta arbitraria dei soli greyhound giudicati molto socievoli e pacati, così da poterli affidare alle famiglie che ne fanno richiesta…tutti gli altri greyhound vengono soppressi”.

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Image: Getty

La Cullinan ha visto coi suoi occhi molti casi di maltrattamento su greyhound, “dal deperimento così grave da rischiare la morte del cane all’ansia paralizzante…ogni cane che prendiamo in cura è stato colpito in qualche modo dall’industria”. Mi ha spiegato anche che purtroppo non si tratta di eccezioni, ma della normalità.

Leggiamo rapporti di addestratori che se la cavano con pene lievi, e non sembrano esserci ripercussioni in generale per questi individui, né per l’industria in sé. C’è un compiacimento dell’industria e molta ignoranza da parte dell’opinione pubblica”.

Dopo aver parlato con la Cullinan e la Best, ho pensato di nuovo al concetto di dignità, questa volta in relazione ai miei greyhound. Rosie era estremamente ansiosa dopo aver smesso di gareggiare, e fortunatamente è stata affidata alle cure di Greyhound Rescue Victoria. La Cullinan mi ha raccontato che questo le ha consentito di riabilitarsi, altrimenti con molte probabilità non avrebbe superato il Temperament Assessment Test usato dal Greyhound Adoption Program (GAP), proprio a causa della sua ansia eccessiva.

Il GAP è finanziato da Greyhound Racing Victoria (GRV), che a sua volta è finanziato dal Governo dello Stato di Vittoria per sostenere e rafforzare l’industria del racing. Prendendo in affido i cani ritirati dalle corse e facendo spazio per nuovi alimentano l’industria. La loro politica di marketing, che contiene una posizione fortemente a favore del racing, è abile ed efficace.

Alcuni addestratori di greyhound cercano associazioni rescue indipendenti a cui affidare i loro greyhound. Diverse di queste associazioni accettando fondi dall’ente corse, ma altre no.

Ho chiesto ad Amber Cullinan perché Greyhound Rescue Victoria non accetta questi fondi.  

“Accettare questi finanziamenti significa accettare denaro sporco di sangue; stanno distribuendo cerotti per riparare al massacro che hanno causato loro stessi, cercando di comprare la buona fede. È denaro insanguinato perché si tratta di fondi che provengono dallo sfruttamento di greyhound per l’intrattenimento del pubblico”.

A Vittoria tra le associazioni che non accettando finanziamenti dal GRV ci sono Greyhound Rescue Victoria, Amazing Greys,Gumtree Greyse Greyt Greys.

Statisticamente parlando le possibilità che questi cani entrino nelle nostre case sono quasi nulle perché in Australia il 40% di tutti i cuccioli di greyhound che nascono non raggiungeranno mai la pista e molti di loro vengono uccisi. Ogni settimana in media vengono soppressi a bordo pista 5 cani, e solo il 10% dei greyhound nati nell’industria sopravvivono per il corso naturale della loro esistenza media.


Quando guardo Rosie e Opal raggomitolate nelle loro cucce, spesso con un giocattolo rumoroso tra le zampe da tenere al sicuro, provo al contempo amore immenso e profonda tristezza.

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Opal. Image: Supplied

Rosie adesso è un cane molto tranquillo e affettuoso, ed è orribile pensare che avrebbe potuto essere soppressa a causa del suo temperamento. Opal, che avrebbe dovuto essere pubblicizzata sul sito di Gumtree Greys (associazione rescue di greyhound australiana: www.gumtreegreys.com.aun.d.t.) prima che la adottassimo, sarebbe potuta finire in altri modi. Avrebbe potuto essere fortunata o finire sfruttata come “esca” nei ring delle lotte fra cani, oppure avrebbe potuto essere affidata ad un cacciatore per la caccia alla lepre o al cinghiale, o ancora essere sfruttata come fattrice per incroci con razze più grandi, col rischio di lesioni o addirittura di morte durante il travaglio.

I greyhound sono spesso ammirati per le doti atletiche e la grazia innata, ma queste caratteristiche vengono separate dal benessere e dal rispetto del cane. Dopo le gare i cani vengono dimenticati alla svelta; finché non faremo qualcosa in merito, continueranno ad essere visti come oggetti usa e getta per il nostro intrattenimento.

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Rosie. Image: Supplied



Articolo originale: 

https://tendaily.com.au/views/a180828zwk/the-greyhound-racing-industry-is-australias-largest-puppy-farm-20180828