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Greyhound racing: dopo il divieto nel Nuovo Galles del Sud, l’Irlanda e il Regno Unito saranno i prossimi?

5 settembre 2016Articolo originale →

Riportiamo la traduzione dell’articolo Greyhound racing: after the ban in NSW, could Ireland and the UK be next? pubblicato da Pete Thevet il 31 agosto 2016. Un articolo assolutamente da leggere. Chiaro e incisivo. Greyhound racing: dopo il divieto nel Nuovo Galles del Sud, l’Irlanda e il Regno Unito saranno […]


Riportiamo la traduzione dell’articolo Greyhound racing: after the ban in NSW, could Ireland and the UK be next? pubblicato da Pete Thevet il 31 agosto 2016. 

Un articolo assolutamente da leggere. Chiaro e incisivo.

Greyhound racing: dopo il divieto nel Nuovo Galles del Sud, l’Irlanda e il Regno Unito saranno i prossimi?

31 agosto 2016 www.petethevet.com

Greyhound racing: è l’inizio della fine? L’industria del greyhound racing è in serie difficoltà in tutto il mondo. È accaduto qualcosa di straordinario in Australia, dove il Parlamento del Nuovo Galles del Sud ha votato una legge che, dal prossimo anno, vieterà il greyhound racing. E ora cosa ci aspetta? C’è la possibilità che gli altri stati australiani, e persino altri paesi nel mondo possano seguirne l’esempio?

Il grosso problema nel Nuovo Galles del Sud è stato lo scandalo per l’uso di prede vive, ossia la pratica abominevole con cui animali vivi (maialini, conigli e opossum) venivano legati alla lepre meccanica di una pista, prima di liberare i greyhound che li rincorrevano e sbranavano. Gli stessi addestratori che in Australia avevano condannato pubblicamente questa pratica sono stati colti in flagrante da un video segreto che rivelava al mondo questa pratica, perdendo completamente la loro credibilità di fronte al pubblico. I sondaggi mostrano che adesso più dell’80% del pubblico australiano vorrebbe che il greyhound racing fosse vietato in tutto il paese.

Non esistono prove documentate che dimostrino che anche in Irlanda e Regno Unito vengano usate prede vive negli addestramenti, ma ci sono altre questioni che devono esser affrontate.

Seri problemi nel greyhound racing che destano preoccupazione in Irlanda

  • Tracciabilità ed affidabilità per tutti i greyhound non racer registrati, che si stima siano circa 10.000 ogni anno. La dipendenza dell’Irish Greyhound Board dagli “scarti” (uccisione dei cuccioli di greyhound indesiderati in sovrannumero) è inammissibile nel XX° Secolo.
  • Il numero di cuccioli nati ogni anno dovrebbe essere registrato accuratamente. Se ogni vitello, agnello e maialino allevato è tracciabile dalla nascita alla morte, perché non si può fare lo stesso con i greyhound?
  • I casi di abusi e maltrattamenti (violazioni del Greyhound Welfare Act, dell’Animal Health and Welfare Act, del Codice di Condotta dell’IGB, etc) devono essere affrontati molto seriamente. A mio parere non ci sono stati sufficienti riscontri su questi casi, con pene ed incriminazioni inique, e quasi nessuna trasparenza nelle procedure tali da ispirare maggiore fiducia nell’opinione pubblica.
  • Finanziamenti insufficienti e programmi di adozione responsabile per i greyhound scartati o ritirati dalle corse: almeno il 12% dei 10.000 “scomparsi” ogni anno attualmente trovano una famiglia adottiva o vengono affidati a canili rifugio. Ma cosa accade al restante 88% ?
  • Incidenti e morti sulle piste (compresi i conseguenti decessi causati dal racing) devono essere monitorati in maniera trasparente e comprensibile. Essendo l’IGB un ente para-statale, tutti i dati dovrebbero essere registrati e le statistiche dovrebbero essere accessibili pubblicamente.
  • Controlli anti-doping: i controlli anti droga sono insufficienti rispetto al numero di corse organizzate. Al momento sono stati raccolti solo 5000 campioni a caso, anche se ogni anno sono almeno 60.000 i greyhound iscritti.

L’industria del racing irlandese ha difficoltà a rispondere

  • A fine 2015 l’IGB è stato deferito due volte al Dáil (Assemblea, Camera Bassa del Parlamento irlandese) per rispondere ad alcune domande sull’industria in generale e nello specifico sulla sua situazione finanziaria (attraverso la Commissione sui Conti Pubblici);
  • Il deficit e i debiti dell’IGB superano i 30 milioni di euro;
  • Negli ultimi 7 anni i guadagni sono calati di più del 50%, e continuano a diminuire;
  • Il giro di scommesse è per lo più online, mentre il pubblico ha sempre meno interesse nel greyhound racing;
  • È significativamente diminuito il numero di corse notturne e l’affluenza di pubblico nei cinodromi continua a calare;
  • È notevolmente incrementata la consapevolezza del benessere e tutela animale, mentre al tempo stesso l’interesse a partecipare ad uno sport costoso e che richiede molto tempo come il greyhound racing non fornisce alle persone la gratificazione immediata che si aspettano. Potendo scegliere, molti giovani preferirebbero prendere un volo low-cost per Ibiza o andare a caccia di Pokemon.

Le risponde fornite dall’industria del racing sono inaccettabili ed inadeguate Alcuni esempi delle risposte scadenti date dall’industria di fronte alle sfide attuali:

  • Giustificare l’invio di greyhounds all’estero verso cinodromi lager come quello di Macau non ispira certo fiducia;
  • L’invio costante di greyhound indesiderati in Italia o Repubblica Ceca attraverso programmi di adozione all’estero non è una soluzione adeguata, anche perché queste scappatoie sono arrivate ormai ad un punto di saturazione;
  • Rivolgersi al Ministero dell’Agricoltura per ottenere maggiori fondi per promuovere ulteriormente l’allevamento di greyhound, ignorando completamente la situazione critica attuale di sovrappopolazione di cani indesiderati, non dimostra certo l’impegno dell’IGB ad affrontare le questioni sulla tutela animale, e non aiuta a recuperare la fiducia dell’opinione pubblica.
  • Il Ministero dell’Agricoltura ha stanziato un finanziamento aggiuntivo di ben 700.000 € per promuovere l’allevamento, e nessun fondo per i programmi di adozione. Tutto questo porterà ad avere ancora più greyhound senza un posto dove stare.

É necessaria una riforma seria subito Se l’industria del racing in Irlanda e Regno Unito continueranno a sostenere solo a parole le questioni di tutela animale sopra elencate, c’è il grosso rischio che le persone continuino a perdere fiducia e interesse in questo sport. A prima vista il greyhound racing potrebbe sembrare popolare e di successo come l’agility dog. Ma quel livello di coinvolgimento di pubblico e sostegno potrebbe esserci soltanto se venisse prestata la dovuta attenzione a questi problemi, attraverso una riforma seria (e sottolineo seria) dell’organizzazione attuale. A voi appassionati del greyhound racing. Tocca a voi partecipare al salvataggio dell’industria stessa.

© Riproduzione riservata

Articolo originale:

Greyhound racing: after the ban in NSW, could Ireland and the UK be next?