Gli attivisti mettono in guardia: l’industria delle corse coi greyhound non può controllarsi da sola
Di Ryan O’Meara | 23 Novembre 2015 | UK Dog News | Gli attivisti per i diritti degli animali avvertono: è da ingenui credere che l’industria del greyhound racing vigili su se stessa. Non ci si può fidare del fatto che l’industria del greyhound racing controlli il suo stesso operato, […]
Di Ryan O’Meara | 23 Novembre 2015 | UK Dog News |
Gli attivisti per i diritti degli animali avvertono: è da ingenui credere che l’industria del greyhound racing vigili su se stessa.
Non ci si può fidare del fatto che l’industria del greyhound racing controlli il suo stesso operato, perciò la Lega Contro gli Sport Cruenti (League Against Cruel Sport) insiste sulla necessità di trovare un “sorvegliante” esterno indipendente, se davvero il Governo è intenzionato ad estirpare definitivamente le pratiche di addestramento crudeli, i maltrattamenti e gli incidenti diffusi.
Anche se il modo in cui vengono trattati i greyhound nell’industria delle corse finisse sotto l’esame accurato di una commissione gestita dal Governo inglese, gli attivisti della League Against Cruel Sports (Lega Contro gli Sport Cruenti) credono che le raccomandazioni, tristemente inadeguate, del Ministero per l’Ambiente e le Politiche Agricole (DEFRA) servano a ben poco per tutelare il benessere dei cani.
Il Dott. Tony Shephard, capo della politica e ricerca della Lega ha detto: “Per troppo tempo il cane si è morso la coda, con un governo che permetteva che le richieste assurde dell’industria del racing avessero la precedenza sul benessere degli animali. Mentre è positivo che il Ministero per l’Ambiente e le Politiche Agricole riconosca le preoccupazioni ormai diffuse sul modo in cui l’industria del racing tratta i suoi cani, i consigli contenuti nella sua analisi sono ingenui e totalmente inadeguati“.
“Basandosi sul triste primato degli ultimi 5 anni di questo settore nell’autoregolamentarsi, e al contrario di quanto sostiene il Ministero dell’Ambiente, crediamo fermamente che ci siano gli estremi per rafforzare le leggi”. La Lega pensa che l’innata riservatezza di questo ambiente, la sua inaffidabilità ed una legislazione inadeguata abbiano permesso la nascita e la diffusione della crudeltà e dei maltrattamenti.
Il dott. Shephard ha aggiunto: “E’ chiaro che i greyhound sono utili ai loro addestratori solo fino a quando fruttano un guadagno. Isolati e trascurati, questi cani sono sottoposti a malnutrizione, pratiche di addestramento pericolose ed incidenti, che spesso possono portare ad una morte prematura. Noi sosteniamo fortemente la proposta di estendere le normative anche agli allevamenti degli addestratori, ma al tempo stesso abbiamo bisogno di un organismo di regolamentazione indipendente che assicuri completa trasparenza, dando la priorità a relazioni dettagliate sugli incidenti accessibili a tutti, e ai dati sui casi di eutanasia e “pensionamento” dei cani.
La ricerca della Lega ha scoperto una lunga serie di casi di negligenza, maltrattamenti e crudeltà, tra cui:
- I cani sono spesso alloggiati in piccoli box con poco spazio per muoversi,
- nessun tipo di arricchimento ambientale, nessun accesso esterno o possibilità di contatto con altri cani, che mostrano evidenti segni di stress e noia.
- Una pratica comune di addestramento crudele prevede il legare il cane ad un tapis-roulant, obbligandolo a correre con la forza. Se il cane smette di farlo può morire soffocato.
- L’uso improprio del microchip, che spesso viene estratto da un cane per metterlo ad un altro, rendendo così impossibile localizzare il cane e conoscere la sua storia.
- Una lunga serie di incidenti nei circuiti, che non vengono denunciati perchè non c’è l’obbligo di farlo, nè di pubblicare alcuna statistica degli incidenti.
- Gli addestratori si sbarazzano dei greyhound quando non rappresentano più un potenziale guadagno.
- Alcuni di questi cani indesiderati vengono venduti a cinodromi esteri o soppressi per eutanasia, soltanto pochi vengono dati in adozione.
La League Against Cruel Sports farà appello al Governo inglese per attuare le seguenti riforme:
- Un organismo indipendente di regolamentazione della tutela e benessere dei greyhound per supervisionare tutte le corse: le norme devono riguardare anche gli allevamenti degli addestratori;
- Trasparenza nella normativa sulla tutela e benessere dei greyhound: una legge apposita che richieda la pubblicazione di informazioni sul benessere dei cani, sia a livello nazionale che nel mondo delle corse nei cinodromi;
- Passaporti per i greyhound: attualmente migliaia di cani semplicemente scompaiono senza lasciare alcuna traccia. La chippatura obbligatoria non è sufficiente per tracciare la storia di ogni cane dalla sua nascita alla morte;
- Obbligo di adozione per i cani in salute che non devono più essere soppressi;
- Controlli degli allevamenti: la sovra-produzione ed il commercio di greyhound sono molto diffusi, e si attende da tempo un regime di licenze che regolamenti gli allevamenti.
Fonte: dognews.co.uk/greyhound-racing-industry-cannot-police-itself-campaigners-warn/
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