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GALLINE OVAIOLE, CORTE UE: L’ITALIA NON RISPETTA ANCORA LE REGOLE

“L’Italia, non avendo garantito che, a partire dal primo gennaio 2012, le galline ovaiole non fossero più tenute in gabbie non modificate, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli articoli 3 e 5, paragrafo 2, della direttiva 1999/74/Ce del Consiglio, del 19 luglio 1999, che stabilisce […]

“L’Italia, non avendo garantito che, a partire dal primo gennaio 2012, le galline ovaiole non fossero più tenute in gabbie non modificate, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli articoli 3 e 5, paragrafo 2, della direttiva 1999/74/Ce del Consiglio, del 19 luglio 1999, che stabilisce le norme minime per la protezione delle galline ovaiole”. Così la Corte di giustizia dell’Unione europea del Lussemburgo, sollecitata dalla Commissione europea che le ha chiesto di accertare se l’Italia sia venuta meno agli obblighi comunitari, non avendo garantito che, a partire dal primo gennaio 2012, le galline ovaiole non fossero più tenute in gabbie non modificate. “L’Italia ha informato la Commissione europea di essersi conformata alla direttiva Ue che prevede l’introduzione di nuove gabbie, più ampie, per l’allevamento delle galline da uova”. Lo ha detto all’Ansa Frederic Vincent, portavoce del commissario Ue alla Sanità Tonio Borg, commentando la sentenza della Corte di giustizia dell’Ue. Tuttavia, ha precisato il portavoce, “la Commissione europea, per chiudere la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, ha bisogno di ricevere la prova che la nuova normativa viene applicata e rispettata in tutto il territorio”.

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GALLINE OVAIOLE, CORTE UE: L’ITALIA NON RISPETTA ANCORA LE REGOLE

Fonte: nelcuore.org

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