GALGUIENES
È impossibile guardare negli occhi di un cane e non vedere l’amore nella sua forma più luminosa e benigna. Sono privi di colpa, peccato e menzogna. Questo vale in un modo o nell’altro per tutti gli animali, ma il legame umano con il cane è il più intenso di tutti, […]

È impossibile guardare negli occhi di un cane e non vedere l’amore nella sua forma più luminosa e benigna. Sono privi di colpa, peccato e menzogna. Questo vale in un modo o nell’altro per tutti gli animali, ma il legame umano con il cane è il più intenso di tutti, almeno nella maggior parte del mondo. Non si tratta di cultura, ma di abbracciare l’empatia e il legame che trasmettono.
Ci sono alcuni progressi animalisti che vedremo durante la nostra vita, in modo più o meno generalizzato. Uno di essi è la fine dei circhi o degli esperimenti sugli animali, della corrida, dei giardini zoologici e della caccia con i cani. Mi piacerebbe aggiungere la caccia in generale o la detenzione di animali selvatici in ambiente domestico, ma la società non è pronta – se lo sia mai stata del tutto – per qualsiasi cambiamento. Per chi desidera un nuovo mondo riguardo al nostro rapporto con il resto della fauna, tutto è sempre troppo lento. La caccia con i cani è un’attività che rivela crudeltà, ma soprattutto l’inutilità di chi caccia cercando di farlo con i propri mezzi, seguendo le tracce e comprendendo la natura come veniva fatta 5000 anni fa; questo non è mai fatto dal cacciatore medio.
In Spagna si stima che ci siano mezzo milione di cani sfruttati per la caccia, il che rivela l’incompetenza e le scarse capacità venatorie di quelle persone spagnole che si autodefiniscono pomposamente “cacciatori”, paragonandosi generosamente a leoni, lupi o aquile, ma che non raggiungono, in quanto ad abilità, neanche la polvere delle loro zampe. Persone che, senza quest’armamentario sempre più mortale, droni di sorveglianza, cani, fuoristrada e tecnologie sempre più letali e perverse, non andrebbero oltre a cacciare i pezzi di carne dai frigoriferi dei supermercati, come massimo trofeo. Di questi mezzo milione di cani, da 200.000 a 300.000 sono galgo, il resto sono podenchi e alcuni di altre razze. Una volta terminata la stagione di caccia, i membri delle squadre di esecuzione ne abbandonano o uccidono 50.000.
50.000 cani. Ogni anno. Solo in Spagna. Il che non impedisce a questi “cacciatori” di battere il petto difendendosi e affermando che “amano i loro cani”. Sfrontatezza e stupidità, mano nella mano. In Spagna ci sono circa 200.000 licenze per la caccia con i levrieri e ogni imbecille armato possiede da 3 a 5 cani, che rinnova ogni 2 o 3 anni. A seconda di come si comportano, alcuni di loro durano solo mesi se non risultano utili. Sono strumenti, e gli strumenti sono cose, e le cose vengono gettate. Non vengono loro impiantati microchip identificativi, ma anche nel caso lo facciano, li abbandonano o li uccidono con il collo tagliato o le orecchie recise per poter rimuovere il microchip, denunciando che sono stati rubati o sono fuggiti come scusa. I cani vengono gettati in pozzi o burroni, dove spesso si rompono le ossa nella caduta, fino a morire di sete, fame, paura, traumi e solitudine, o vengono soffocati vivi con una corda. Il sadismo di questa pratica spesso consiste nel farlo con una corda particolarmente corta in modo che non possano sedersi o tenerli appesi in piedi, con le zampe posteriori appoggiate, cercando di toccare il terreno per non soffocare. Questa pratica, i cafoni la chiamano “scrivere a macchina”. Vengono anche legati con fili di ferro agli alberi, con un bastone in bocca in modo che non possano nutrirsi, o soffocati in sacchi dell’immondizia… perché nemmeno valgono il costo di un proiettile che li ucciderebbe rapidamente. Ricordo ancora dalla mia infanzia cani secchi, ridotti alla pelle, appesi nei dintorni del villaggio in cui sono cresciuto, impiccati dai cacciatori e dai pastori. Le decadi hanno fatto di quella gente nient’altro che dare loro un’apparenza umana, ma rimangono, fondamentalmente, delle merde.
La Federazione spagnola dei galgueros ha registrato tra i 30.000 e i 35.000 cani, anche se le prove del DNA o i tatuaggi di controllo non superano i 15.000. Vengono mantenute in vita solo le femmine, per farle partorire una e un’altra volta, senza rispettare i loro cicli biologici e aumentando il prezzo dei cuccioli se sono della federazione. Molti cuccioli vengono uccisi se non sono stati prenotati, perché sono considerate cose e le cose vengono gettate.
I bifolchi che praticano la “caccia” spesso cercano di curare le ferite dei levrieri o tagliare gli speroni senza alcuna conoscenza veterinaria, provocando lesioni fisiche e psicologiche a vita. Non si registra né si porta in tribunale neanche una millesima parte degli abbandoni, né si tiene conto di quanti vengono adottati da privati o da associazioni. Esiste una vera e propria rete europea di adozione responsabile per salvare quanti più levrieri possibile dalla stolta furia spagnola e dalle sue leggi primitive approvate da giuristi primitivi e da politici primitivi, così come esisteva una rete europea di salvataggio degli ebrei dal regime nazista per le stesse ragioni.
L’addestramento dei galgo è un altro orrore. Legati a auto in gruppi, fatti correre lungo strade rurali e piste, indifferentemente se a 45 gradi sotto il sole o sotto il gelo all’alba.
Se ci sono furti di levrieri “appartenenti” alla federazione o campioni in concorsi, questi vengono commessi da altri “cacciatori”, legali o furtivi che siano, in realtà sono gli stessi. La Spagna è il paese con più cacciatori in Europa, con il più alto numero di abbandoni, e mai un cacciatore è finito in prigione, anche se giudicato e condannato per autentiche stragi di scuoiamenti, crudeltà sadica, ferocia psicopatica e tortura contro gli animali. D’altra parte, ma sempre nello stesso contesto, un grande percentuale di femminicidi commessi in Spagna vengono perpetrati sparando con armi da caccia. Caccia e assassinio di donne sono correlati, i cacciatori arrivano a minacciare, puntare e uccidere persone, persino guardie forestali o i propri figli. Raccogliere funghi, fare sport o passeggiare per la montagna, è stata la condanna a morte di molte persone. Si stima che ogni settimana almeno un “incidente di caccia” si verifichi in territorio spagnolo.
Di recente è stata attuata una riforma delle leggi animaliste che protegge tutti i cani… tranne quelli utilizzati nella caccia, che portano appunto il peso della sorte più tragica tra tutte. Le ragioni di questa incomprensibile esclusione e abbandono sono la lobby dei cacciatori di cui fanno parte molte persone del governo. La Spagna è un paese di caporali, essenzialmente franchista, un inferno per i galgo e gli altri cani usati per la caccia e per tutti gli animali in generale. Ricordiamo che in Spagna continua quella nauseabonda tradizione di mutilare e accoltellare un toro mentre migliaia di persone ridono…
Permettere la caccia solo per sedicenti motivi regolatori è come picchiare le donne solo quando lo meritano.
Avvicinarsi alla natura per sparare ai suoi abitanti è come avvicinarsi all’amore per violentarlo. D’altra parte, la caccia non ha mai regolamentato nulla, esiste solo perché le persone pericolose possono sfogare la loro violenza e il loro piacere sadico attraverso l’omicidio degli animali non umani, anziché contro gli umani. Per garantire la “fornitura di materiale” per questa spinta omicida, esistono 802 fattorie di ripopolamento di animali selvatici, come cinghiali, lepri, pernici, cervi, daini… o riserve di semi-libertà, che non sono altro che fattorie, con animali abituati all’uomo, e che non scappano quando vengono avvicinati e uccisi. Un mio parente gestisce la seconda riserva di caccia più grande del paese, con 10.000 ettari, e fotografare gli animali lì non richiede sforzo, data la fiducia che hanno.
250.000 volpi all’anno vengono giustiziate dalla folla di cacciatori, accusate di depredare “le loro” prede da caccia, e i cani vengono spesso utilizzati in questi crimini, annientando madri che allattano e cuccioli nella loro stessa tana. La campagna spagnola è solo un grande muro di esecuzione, dove le orde franchiste continuano a sparare alle repubblicane. Non è un caso che la Spagna sia il secondo paese al mondo per numero di fosse comuni della guerra civile che non sono state esumate. La Spagna è ancora, essenzialmente, franchista, lo ripeto. La caccia non regola le popolazioni, è una menzogna, in nessun paese, è solo un’attività genocida ed ecocida, che lascia tonnellate di piombo ultra-contaminante per gli uccelli delle zone umide e gli ecosistemi acquatici. La caccia è sangue, viscere, spazzatura e barbarie.
La nostra relazione con i cani – fin dai loro inizi come animali da caccia – non è così romantica come vorremmo pensare.
La storia di Hachikō, il famoso cane giapponese che aspettava tutto il giorno il suo compagno umano e che continuò ad aspettarlo quando morì, non è altro che la storia dell’amore romantico tragico, quella di un cane schiavo della sua lealtà e del suo amore puro e non corrisposto, condannato ad amare qualcuno di una specie che non conosce l’amore. Senza interagire con altri cani, consumando la sua vita nell’attesa in cambio di briciole di tenerezza, come una versione contemporanea di Penelope che i maschi della nostra specie hanno reso leggendaria e celebrata nel cinema, nella letteratura, nei monumenti e nei miti, per mantenere viva l’idea della sottomissione, per mostrare quale sia il buon cammino dei “buoni animali domestici” – simile al concetto di “buona moglie” – relegati a un ruolo assegnato: la schiavitù, il servilismo emotivo, il loro ruolo di animali domestici al servizio delle necessità e dei capricci emotivi delle persone, incompetenti in qualsiasi questione amorosa. Non siamo all’altezza dell’amore dei cani e prendiamo il loro amore come modello, senza metterci del nostro.
Ma le persone continuano a comprare cani ignorando che sono versioni artificiali di animali, segnati dalla morte prematura e dalla sofferenza.
Se compri un galgo, un alano, un bracco di Weimar, un San Bernardo, un pastore tedesco, un Rottweiler o un mastino, tra gli altri, lo condanni a controllare per tutta la vita la quantità di cibo e bevande che ingerisce, perché può girarsi lo stomaco e morire. Hanno anche problemi articolari e cardiovascolari. Un border collie probabilmente svilupperà problemi nella retina e nel nervo ottico fino alla cecità. I carlini o altre razze con il muso corto soffrono di una cattiva respirazione, disagio e sofferenza costante. Con un labrador, dovrai fare lunghi giri, perché tendono a sviluppare l’obesità e problemi di salute. Se compri un bassotto, avrà problemi alla schiena o ernie del disco per tutta la vita. I dobermann o i cavalier king charles spaniel avranno spesso problemi cardiaci, l’husky avrà disturbi immunitari e ulcere. Se compri un Bulldog inglese o francese, un carlino, un boston terrier o uno shih-tzu, probabilmente avrà problemi agli occhi, mancanza di protezione o lesioni per tutta la vita; un dalmata o un Cocker Spaniel potrebbero avere problemi di udito e uno yorkshire terrier potrebbe sviluppare malattie epatiche. Se compri un Boxer, tenderà al cancro e ai tumori, un chihuahua avrà una propensione ai problemi di testa e alla trachea, un barboncino potrebbe soffrire di glaucoma, il bull terrier potrebbe sviluppare l’acrodermatite letale e morire prima di diventare adulto. Gli shar pei tendono a problemi dermatologici, displasia dell’anca, cataratte, ipotiroidismo o megaesofago… e così via. Gli animali di razza sono dei pasticci creati dall’allucinazione megalomane di mercanti razzisti, più interessati al loro concetto di bellezza che alla salute e alla vita dell’animale. Comprare cani di razza significa riconoscere che l’aspetto estetico è più importante della vita dell’animale. Non si vuole l’animale, in sintesi, ma solo se stessi, condannando la madre in un allevamento a continuare a partorire e a perdere i suoi figli per il profitto dei commerciati, a essere uccisa quando smette di essere produttiva o ad essere abbandonata, mentre migliaia di altri cani meticci vengono uccisi in rifugi sovraffollati.
La caccia con i cani deve essere abolita, i galgo ci guardano, aspettano la nostra risposta per fermare il loro dolore.
Legalizzare la caccia solo perché piace ad alcuni, è come legalizzare il razzismo solo perché esistono milioni di razzisti. Al di là dei gusti personali (criminali in molti casi), le leggi devono impegnarsi per l’evoluzione etica delle società, indipendentemente dall’indole delle culture o delle abitudini. Non c’è etica quando ci sono vittime, non c’è società quando ci sono vittime, ci sono solo cimiteri di asfalto. I galgo in realtà sono “galguienes”, “alguienes”, non “algos” [alguien ovvero “qualcuno” in spagnolo, e non algo “qualcosa” – un gioco di parole per evidenziare che i galgo non sono cose, strumenti ma persone N.d.T.], creature incredibilmente tenere e vivaci, con il gene della sensibilità sulla pelle, nei loro occhi si riflette la loro nobiltà e autenticità interiore, come avviene per lo sguardo del maiale o del pesce, inquieti e curiosi della vita, desiderosi di felicità e pace.
Sì, proprio come noi.
Tradotto da @PetLevrieri