Facciamo abbastanza per i galgo spagnoli?
Andalusia, 45 gradi, un galgo viene abbandonato su un tetto, piange per il caldo e la disperazione, alcune persone chiamano la polizia che dichiara di non essere competente. Nessuno interviene, il galgo si lancia dal tetto e muore. Quante storie simili accadono in alcune zone della Spagna? Io penso che […]
Andalusia, 45 gradi, un galgo viene abbandonato su un tetto, piange per il caldo e la disperazione, alcune persone chiamano la polizia che dichiara di non essere competente. Nessuno interviene, il galgo si lancia dal tetto e muore. Quante storie simili accadono in alcune zone della Spagna? Io penso che sia necessaria una riflessione, e non parlo di chi tutti i giorni combatte con questa situazione in Spagna, tra mille difficoltà e compiendo sforzi ammirevoli. A queste persone che sono in prima fila non ho nulla da dire, se non continuare ad aiutarle, diffondendo informazione, aiutando il rifugio, dando alcuni galgo in adozione. Il problema è un altro e tocca quelli che come me non sono in Spagna. La domanda è se io faccio abbastanza. E noi, che viviamo in Italia o in Francia, facciamo abbastanza? Un dato di fatto è che l’Europa non fa abbastanza. L’Unione Europea è molto solerte quando si tratta di difendere le lobby dell’industria agroalimentare, per esempio consentendo di usare latte in polvere nei formaggi. Tutta questa solerzia va in fumo quando si tratta dei galgo spagnoli. Sinceramente non mi aspetto molto dall’Unione Europea né dalle petizioni al Parlamento Europeo. Dunque il problema rimane tutto sulle mie spalle: cosa posso fare io di più e di più incisivo? Quando si tratta del greyhound racing posso chiedere per esempio ai miei connazionali di non frequentare i cinodromi e di non scommettere, perché in questo caso il nemico, perché di nemico si tratta, ha un’identità precisa e io posso individuare i responsabili, per esempio l’IGB o il GBGB. Posso andare a Londra o a Dublino in vacanza e non dare una lira a chi sfrutta i greyhound. Ma com’è la questione in alcune zone della Spagna? Noi ce la prendiamo con i galgueros, ed è giusto, ma chi sono i galgueros precisamente? Se i cani vengono abbandonati e uccisi senza ritegno per strada, se la polizia e la comunità non fanno nulla, se non ci sono le leggi, o sono una finzione o non vengono applicate, chi è responsabile? Dal punto di vista morale, per me non c’è dubbio, è quella comunità che permette tutto questo e io devo fare qualcosa di concreto per dare un segnale a quella comunità. Qualcosa che tocchi gli interessi, esattamente come tocco gli interessi dell’industria delle corse convincendo a non scommettere sui cani. E allora, anche se l’Andalusia è bella, io posso decidere di non farne una meta per il mio turismo e posso dirlo pubblicamente. Così come posso chiedere di fare altrettanto a chi ha adottato un galgo che viene dall’Andalusia. Forse è giunto il momento che le associazioni europee riflettano su iniziative più incisive per aiutare i galgo spagnoli. L’adozione è un mezzo, non può essere il fine: altrimenti, per quanti galgo salveremo, ce ne saranno sempre molti di più che moriranno.
Massimo Greco