Esportazione di greyhound australiani in Cina, Vietnam e Macao.
Pubblichiamo la traduzione di un comunicato stampa rilasciato da Animals Australia il 9 dicembre 2015, in cui si dichiarava che indagini shock imponevano la fine dell’esportazioni di greyhound dall’Australia alla Cina, Vietnam e Macao. E’ trascorso un anno e mezzo, ma molti passaggi di questo articolo sono ancora attuali ahimè. […]
Pubblichiamo la traduzione di un comunicato stampa rilasciato da Animals Australia il 9 dicembre 2015, in cui si dichiarava che indagini shock imponevano la fine dell’esportazioni di greyhound dall’Australia alla Cina, Vietnam e Macao. E’ trascorso un anno e mezzo, ma molti passaggi di questo articolo sono ancora attuali ahimè.
Comunicato stampa: indagini shock legittimano una fine per l’esportazione di greyhound
Mentre l’industria dei greyhound sta ancora vacillando a causa dello scandalo delle prede vive, le ultime indagini di Animal Australia rivelano che persone coinvolte nell’industria esportano cani indesiderati a condizioni di vita spaventose nel Sud Est asiatico.
Almeno 72 proprietari e allenatori australiani di greyhound sono implicati nell’esportazione di greyhound a Macau e in Cina, avendo ignorato senza pudore le leggi dell’industria.
In Vietnam, dove il greyhound racing è stato portato dagli interessi australiani, avvengono regolarmente esecuzioni di massa di cani non più desiderati perché ritenuti inutili. A Shangai, sono stati trovati greyhound australiani che vivevano in condizioni di prigionia.
“Una fotografia dei peccati di questa industria è incriminante. Drogano i cani, li uccidono, usano prede vive, e adesso stiamo vedendo come incoraggino lo stesso tipo di spietata noncuranza per gli animali in altri paesi. L’Australia ha letteralmente esportato la crudeltà dell’industria dei greyhound nel mondo”, ha affermato il Chief Investigator di Animal Australia Lyn White.
“Esportare cani nel Sud Est asiatico è effettivamente come una condanna a morte. Non c’è nessun tipo di sistema di adozione per cui ogni singolo cane verrà ucciso una volta che non sarà più utile.”
Macao Gli investigatori di Animal Australia hanno catturato per la prima volta immagini delle condizioni di vita dei cani al famoso cinodromo di Macao, dove vivono circa 700 levrieri australiani.
A causa di una forte preoccupazione circa il benessere dei cani, l’industria aveva messo in atto una sospensione delle esportazioni nel Marzo 2013. Nonostante ciò, alcuni proprietari di greyhound hanno continuato a vendere i propri cani per essere esportati, ignorando spudoratamente le regole dell’industria, e quasi ogni mese arrivano nuove spedizioni di cani a Macau. “Effettivamente, 700 cani australiani vivono nel braccio della morte nel cinodromo. Ciascun cane sarà morto nell’arco di tempo di 3 anni. Mentre sono in vita, le loro esistenze sono miserabili. Il minimo esercizio, la minima interazione sociale e una minuscola cella desolata come dimora.”
“Purtroppo, uccidere cani crea profitto. Una grande fonte di guadagno per il cinodromo è rappresentata dall’asta su cui vengono messi cani australiani appena arrivati. Dato il limitato spazio per ospitare i cani, questo vuole dire che devono venire uccisi cani per fare spazio ai nuovi arrivi.”
Un’indagine dell’industria ritiene che circa il 40% dei cani viene ucciso ogni anno come conseguenza degli infortuni sostenuti sulla pista.
Cina Presso un parco turistico di animali selvatici, i cani australiani sono tenuti in celle di cemento in una “solitaria cattività”. Gareggiano su piste dove anche altri animali vengono forzati a competere davanti alle folle; tra questi, vi sono ghepardi, struzzi e cammelli. La pista è assolutamente inadeguata per le corse dei cani e, di conseguenza, il tasso di infortuni è molto elevato.
“Le immagini riprese fuori dal circuito di Shangai sono incredibilmente tristi. I cani sono evidentemente molto stressati, li si vede mentre mordono sbarre e abbaiano nervosamente e costantemente. È un ambiente assolutamente inaccettabile per un animale che è stato allevato per desiderare la compagnia dell’uomo.
Vietnam Gli interessi dell’industria australiana di greyhound hanno introdotto l’industria del greyhound racing in Vietnam e, con essa, tutte le scioccanti pratiche. Ogni singolo cane degli 800 che si trovano attualmente in Vietnam è australiano o di progenie australiana. Tra gli individui che frequentano la struttura alcuni hanno ammesso di usare conigli vivi come prede per l’allenamento. Delle immagini scioccanti riprese all’interno dell’industria hanno confermato che ogni mese, cani vecchi, lenti o che non producono guadagno, vengono uccisi tramite iniezione letale e vengono poi gettati in fosse comuni vicine alla struttura.
Richieste per un intervento del governo affinché ponga fine alle esportazioni “Quel che è ora chiaro, è che non vi è limite alla crudeltà che certi membri di questa industria sono pronti a infliggere ai cani per poter loro succhiare fino all’ultima goccia di profitto”, ha affermato Lyn White di Animals Australia.
Forte di ulteriori prove che dimostrano come l’industria abbia fallito nel tenere sotto controllo operatori corrotti, Animals Australia si sta appellando al Ministro dell’Agricoltura, Barnaby Joyce, affinché promuova rettifiche normative che potranno salvaguardare i greyhound esportati in paesi con condizioni di vita inadeguati – un appello riproposto poi dalla principale industria di settore, Greyhounds Australasia.
“Le indagini di Animals Australia nell’uso di prede vive hanno rivelato fino a che punto si spingeranno i giocatori dell’industria per poter trarne vantaggio. Questa è un’industria vergognosa in Australia e bisognerebbe impedire che le venga assicurata un’esistenza oltremare.”
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