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ESOTICI, STUDIO: IL 72% MUORE PRIMA DI ARRIVARE NEI NEGOZI DI ANIMALI

Il 72 per cento degli animali esotici che venivano commercializzati da uno dei maggiori operatori americani, la US Global Exotics moriva ancora prima di raggiungere i negozi. E’ uno dei dati più inquietanti contenuti nello studio “Morbidity and Mortality of Invertebrates, Amphibians, Reptiles, and Mammals at a Major Exotic Companion […]

Il 72 per cento degli animali esotici che venivano commercializzati da uno dei maggiori operatori americani, la US Global Exotics moriva ancora prima di raggiungere i negozi. E’ uno dei dati più inquietanti contenuti nello studio “Morbidity and Mortality of Invertebrates, Amphibians, Reptiles, and Mammals at a Major Exotic Companion Animal Wholesaler”, pubblicato sull’ultimo numero del Journal of Applied Animal Welfare Science e realizzato analizzando i 26.400 animali di 171 specie sequestrati alla USGE (oggi fuori dal business) nel 2009, dopo una lunga investigazione della Peta.
Al momento del blitz, circa 80 animali su cento risultavano già morti, ammalati o gravemente feriti. Successivamente gli esperti hanno dovuto “smaltire” circa 3.500 tra animali morti o moribondi ogni settimana. In dieci giorni di osservazione seguiti al sequestro il tasso di mortalità (comprendendo i casi di eutanasia compassionevole) è stato del 18 per cento per gli invertebrati, del 44,5 per gli anfibi, del 41,6 per i rettili, del 5,5 per i mammiferi. Tra le cause cannibalismo, schiacciamento, disidratazione, stress ipotermico, parassitosi, digiuno, sovraffollamento e – appunto – eutanasia per evitare all’animale ulteriori sofferenze.
Un vero e proprio inferno, che la dice lunga, se si considera l’importanza (allora) dell’operatore sul mercato internazionale (legale) degli animali. Le condizioni di trasporto e detenzione erano peggio che deplorevoli. Alcuni animali furono trovati addirittura in bottiglie da due litri. 

Fonte: nelcuore.org

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