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ENPA: STAGIONE DELLA CACCIA VERSO LA FINE? ALLARME ANIMALI DOMESTICI

30 gennaio 2014Articolo originale →

“Il 31 gennaio chiude ufficialmente la stagione venatoria, e sono sempre più numerosi i danni che questa inutile e pericolosa attività causa non solo alla biodiversità, ma anche alla pubblica sicurezza e, non da ultimo, agli animali d’affezione – cani e gatti – che sempre più spesso rimangono vittime delle […]

“Il 31 gennaio chiude ufficialmente la stagione venatoria, e sono sempre più numerosi i danni che questa inutile e pericolosa attività causa non solo alla biodiversità, ma anche alla pubblica sicurezza e, non da ultimo, agli animali d’affezione – cani e gatti – che sempre più spesso rimangono vittime delle armi da fuoco”. Così l’Enpa in una nota. Purtroppo, “sono sempre più numerosi non solo i casi di uccisione e ferimento di cani e di gatti, spesso avvenuti in proprietà private, ma anche quelli di abbandono dei cani ‘da caccia’, il più delle volte detenuti in condizioni orribili dentro box – in stato di denutrizione e sofferenza – per poi essere lasciati ad un triste destino una volta anziani e malati. Nei canili del resto gli esemplari – anche di razza – di cani da ‘caccia’ sono sempre presenti in gran numero”, denuncia la Protezione animali. Il numero dei cacciatori, invece, è in forte calo: “il 74,3% (dati Eurispes) degli italiani è notoriamente contrario a questa pericolosa attività, eppure il pretesto con cui autorizzare gli spari anche oltre la stagione di caccia si trova sempre, come ad esempio per le volpi, che vengono abbattute durante l’anno – ricorda l’Enpa – essendo considerate competitor del popolo delle doppiette poiché si nutrono della fauna pronto caccia – lepri e fagiani – reimmessa nel territorio per far divertire i cacciatori stessi”. Le stesse volpi vengono “sterminate peraltro senza tenere conto dell’importante ruolo biologico che questo predatore ha nel contenere in maniera del tutto naturale altri animali, come ratti e nutrie”. Ma – conclude l’associazione animalista – “gli italiani si sono organizzati con petizioni, lettere di protesta e richieste che in alcuni casi sono riuscite a salvare la vita di migliaia di animali”.

Fonte: nelcuore.org

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