Dopo la doccia si cambiano le mutande, non i cani
Vi invitiamo a leggere l’articolo “Performance vs Relazione: Una Esclude l’Altra?” pubblicato da Angelo Vaira sul suo blog www.angelovaira.it In questo articolo Angelo Vaira illustra in maniera stringente e molto chiara come relazione e performance non siano incompatibili tra loro e antitetici, ma possono coesistere e arricchirsi reciprocamente se improntati al […]
Vi invitiamo a leggere l’articolo “Performance vs Relazione: Una Esclude l’Altra?” pubblicato da Angelo Vaira sul suo blog www.angelovaira.it
In questo articolo Angelo Vaira illustra in maniera stringente e molto chiara come relazione e performance non siano incompatibili tra loro e antitetici, ma possono coesistere e arricchirsi reciprocamente se improntati al rispetto dei bisogni specie-specifici e individuali di ogni cane (nutrimento, esplorazione, affetto, protezione, autonomia, spiritualità), al divertirsi e al crescere insieme, all’espressione della gioia di vivere che ogni singolo animale possiede.
Angelo Vaira parla anche dei greyhound e dei galgo, sfruttati nelle corse e nella caccia a vista, e dice:
È un grande errore guardare alla performance (intesa nel suo senso corrente letterario: prestazione, esecuzione di un compito) come qualcosa che avviene in assenza di relazione. O alla relazione, come a qualcosa che può sussistere solo in assenza di performance. Quando nei primi anni 2000, insieme ad un ristrettissimo gruppo di colleghi, ponevamo le basi dell’approccio Cognitivo-Zooantropologico, conducevamo una battaglia contro le performance, ma non senso assoluto: solo se utilizzate come metro di misura della bontà di una relazione. Ciò che oggi sfugge a molti neo-educatori cinofili è che le performance, non sono qualcosa di negativo in sé. Lo possono diventare, certo. Ma solo se: la performance è utilizzata come strumento di misura assoluto della qualità della relazione col cane la performance smette di essere il mezzo (qualcosa con cui divertirsi e crescere insieme) e diventa lo scopo Jack russel comunicazione ⓒ Angelo Vaira “Hai una bel rapporto con tua nonna? Dai, fammi vedere cosa sa fare!” Metti il caso di parlare ad un amico di quanto tieni a tua nonna e al “bellissimo” rapporto che hai con lei. Cosa faresti se, qualora gliela presentassi, ti dicesse: “Dai, fammi vedere cosa sa fare!”? Ecco, le stesse considerazioni vanno fatte se presentassi a qualcuno il tuo cane. Se penso di capire quanto buona sia la relazione fra un cane e il suo compagno umano in base a quanto il cane risponda ai “comandi” rapidamente e impeccabilmente, ho sbagliato strada. Qui ci troviamo difronte a un utilizzo errato della performance. La performance non indica la bontà di una relazione. Puoi avere un cane bravissimo in gara ed avere con lui una relazione pessima dal punto di vista affettivo, ludico, sociale, comunicativo. Si possono ottenere delle performance basando l’addestramento sulla paura, invece che sul piacere di “vincere” insieme. Conosco molte persone che hanno una splendida relazione col loro cane e non sarebbero in grado di fargli fare nemmeno il seduto. Così come onosco diversi binomi perfetti durante le gare di obedience e agility, avere una pessima relazione col loro cane. Ritengo quindi profondamente sbagliato giudicare male un cane e il suo compagno umano solo perché non “performano”. Attenzione però! È altrettanto sbagliato giudicare male cane e compagno umano perché si allenano, “performano” e fanno sport. Preparazione di performance e sport sono mezzi pedagogici potentissimi. Il trucco? Non limitarsi allo sport e vivere appieno ogni dimensione della relazione (nutrimento, esplorazione, affetto, protezione, autonomia, spiritualità ecc.). “Non vinci in gara? Ti sostituisco!” Usanza detestabile da parte di molti pseudo-cinofili è sostituire il cane che in gara non vince con un altro cane, invece di farsi delle domande. In passato accadeva così spesso per gli appassionati di sport cinofili che Ivano Vitalini, amico e collega, amava rispondere allo pseudo-cinofilo di turno: “dopo la doccia si cambiano le mutande, non i cani”. In questo caso l’errore è evidente: il cane diventa uno strumento per appagare il proprio ego. La regola è: la performance deve servire la relazione, non la relazione servire la performance. O, anche: lo sport deve servire il cane, non il cane lo sport.
“A causa di questo errato modo di vedere, i cani diventano delle cose da utilizzare. L’agonista-egoista può semolicemente adottare un nuovo cane regalando a qualcuno il precedente. Il barbaro può arrivare a uccidere e torturare, come accade in Gran Bretagna, Irlanda e Spagna, dove i levrieri che non servono più perché malati, non competitivi o anziani vengono abbattuti per impiccagione, abbandonati senza acqua ne cibo in campagna o donati a centri per la vivisezione”…
Per leggere articolo integrale: http://angelovaira.it/blog/performance-vs-relazione-una-esclude-laltra/
Buona lettura.