Del guinzaglio, ovvero perché grosso non è bello.
Abbiamo parlato e parliamo spesso dell’importanza della pettorina e delle caratteristiche che deve avere per essere sicura e confortevole, ma forse abbiamo trascurato un po’ quello che è uno strumento fondamentale, cioè il guinzaglio. Invece è opportuno fare qualche riflessione, perché molti dei guinzagli in circolazione non sono adeguati. Partiamo […]
Abbiamo parlato e parliamo spesso dell’importanza della pettorina e delle caratteristiche che deve avere per essere sicura e confortevole, ma forse abbiamo trascurato un po’ quello che è uno strumento fondamentale, cioè il guinzaglio.
Invece è opportuno fare qualche riflessione, perché molti dei guinzagli in circolazione non sono adeguati.
Partiamo dal flexi, che è forse il peggior tipo di guinzaglio in circolazione, perché pericoloso e sbagliato sul piano della comunicazione e della conduzione.
Pericoloso perché il filo, soprattutto quando è molto sottile, rischia di avvolgersi attorno al cane e al conduttore, con conseguenze facilmente immaginabili; sbagliato perché sempre in tensione.
La gran parte dei guinzagli in commercio appartiene però a un’altra categoria, che possiamo riassumere come segue: grosso, pesante e pieno di anelli, questi ultimi se possibile anche loro grossi e pesanti. L’idea sottesa è chiara, più è grosso e pesante più è sicuro, ma è sbagliata. La sicurezza non è data dalla grandezza ma dalla qualità dei materiali e della fattura. Da questo punto di vista, robustezza dei tessuti e resistenza delle cuciture e dei moschettoni sono gli ingredienti fondamentali.
Il peso e l’ingombro sono invece elementi negativi sia per il conduttore che per la relazione con il cane: rendono più faticosa la passeggiata per il conduttore e rendono meno agevole la gestione del rapporto con il cane. Un guinzaglio ingombrante rende più complessa la gestione della relazione con il cane e della passeggiata perché è meno maneggevole.
Quanto alla lunghezza, per legge il guinzaglio dovrebbe essere lungo al massimo un metro e mezzo, e questa misura è generalmente adeguata durante le passeggiate in città. Con due precisazioni: la prima è che è utile avere la possibilità di allungarlo fino a tre metri per consentire al cane maggiore libertà ove possibile (e dove non può essere comunque lasciato libero); la seconda è che, salvo esigenze di sicurezza, è sbagliato accorciare la distanza sotto il metro e mezzo. Questo perché il guinzaglio corto impedisce al cane di esplorare e annusare con un minimo di agio.