Cosa pensa veramente il Gaci dell’industria delle corse? Dipende!
Da Vanity Fair, parla la presidente del Gaci, Elisa Manna, a proposito dei greyhound in Irlanda, citiamo alla lettera “Noi siamo in contatto con gli allevatori e l’ente corsa per adottarli: un fondo dà un contributo per sterilizzarli, chipparli, vaccinarli, e noi paghiamo metà del trasporto fino all’Italia». “ Dunque, […]
Da Vanity Fair, parla la presidente del Gaci, Elisa Manna, a proposito dei greyhound in Irlanda, citiamo alla lettera
“Noi siamo in contatto con gli allevatori e l’ente corsa per adottarli: un fondo dà un contributo per sterilizzarli, chipparli, vaccinarli, e noi paghiamo metà del trasporto fino all’Italia». “
Dunque, per chi facesse finta di non capire, l’ente corsa, cioè l’IGB, ovvero l’ente che gestisce l’industria delle corse dà un contributo e paga una parte del trasporto. Niente di nuovo. Ma il bello viene dopo “In Spagna, invece, non va così bene. «Non c’è un’industria che li tutela. Mentre in Irlanda il greyhound è considerato un atleta e viene tenuto bene, in Spagna il galgo, che è un cane da caccia, viene allevato da chiunque, può essere abbandonato, maltrattato. Quando non va più, viene abbattuto, anche senza iniezione, spesso si trovano impiccati o bruciati». Dunque, secondo Elisa Manna, Presidente del Gaci, l’ente corsa tutela i greyhound. Il greyhound è considerato un atleta e viene tenuto bene. Siamo senza parole. Sul sito del Gaci troviamo quanto segue:
“Nei paesi anglossasoni l’industria delle corse è un business che muove ingenti capitali, e utilizza ogni anno migliaia di levrieri allevati appositamente, circa 14.000 cuccioli di greyhound nascono ogni anno per entrare nel mondo delle corse.
Dalla nascita in poi devono superare una selezione durissima da cui non vi è scampo, ogni cucciolo ha una probabilità di vita molto breve da uno a tre anni: soggetti non idonei fisicamente, senza attitudini alla corsa, timidi o infortunati vengono, nella migliore delle ipotesi, “scartati legalmente” e soppressi con un’iniezione letale, altrimenti abbandonati o venduti ad altre piste (es. Marocco, e paesi asiatici, CINA), dove è risaputo vengano venduti anche come carne per ristoranti, per la sperimentazione o lasciati morire di fame e sete.”
Fortuna che stanno bene!
Dunque se leggiamo il sito del GACI non sembra che vada così bene per i greyhound, ma poi la presidente del GACI dichiara su Vanity Fair che per i greyhound va alla grande, perché il greyhound è un atleta, lo tengono bene e l’industria lo tutela! Infatti, sempre sul sito del Gaci troviamo scritto:
Noi abbiamo sempre sostenuto che l’industria rappresentata dall’IGB massacra migliaia di greyhound ogni anno dopo una vita in gabbia con la museruola. E il GACI nel passo citato ci dà ragione, ma abbiamo visto che la sua Presidente Elisa Manna su Vanity Fair sconfessa il suo stesso sito e ci dice che i greyhound sono atleti tenuti bene dall’industria.
Possiamo stupirci di questa totale incoerenza da parte del GACI? No, dal momento che l’ente corse,l’IGB, dà un contributo per sterilizzare, chippare, vaccinare e trasportare i cani che danno in adozione. E non a caso, sul sito del GACI e su altre pagine è scritto chiaramente che il GACI collabora con l’IGB.
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