Vai al contenuto
Archivio Legacy

Conoscere, comprendere, accettare

Vi consigliamo la lettura dell’articolo Conoscere, comprendere, accettare scritto da Susanna Canonico, e pubblicato sul sito www.thinkdog.it una riflessione ricca di stimoli sul cane e il mondo della cinofilia. Per una scelta personale non ho mai voluto scrivere articoli sul cane o sul mondo della cinofilia, un po’ perché l’ambiente è saturo, ci sono […]

Vi consigliamo la lettura dell’articolo Conoscere, comprendere, accettare scritto da Susanna Canonico, e pubblicato sul sito www.thinkdog.it  una riflessione ricca di stimoli sul cane e il mondo della cinofilia. Per una scelta personale non ho mai voluto scrivere articoli sul cane o sul mondo della cinofilia, un po’ perché l’ambiente è saturo, ci sono educatori ad ogni angolo e chiunque scrive articoli, un po’ perché non amo questa “guerra” mediatica fra cinofili e un po’ perché fra il dire ed il fare, ho sempre preferito il fare. Leggo gli articoli di chiunque, li commento nella mia testa, condivido quelli strettamente inerenti all’argomento e con zero divagazioni su “questa scuola è meglio dell’altra” , “questo è un imbecille” , “oggi parliamo male di..”. Ho deciso però di scrivere questa nota, per parlare di una cosa che mi sta molto a cuore e che credo possano condividere molti “addetti ai lavori”, indipendentemente dalla scuola di pensiero alla quale sentono di appartenere. “Il rispetto delle caratteristiche del cane vs la crescente richiesta del cane perfetto.” In questo 2014 festeggio ben tre “compleanni” importanti: i miei 30 anni di vita, i miei 15 anni di volontariato nei canili ed i miei 10 anni di lavoro nel mondo della cinofilia. Collaboro da diversi anni con alcune associazioni che si occupano di cercare una casa a quei cani che una casa non ce l’hanno e fra loro anche alcuni rescue di razza. In questi anni ho visto un numero indefinito di cani: cani che cercavano una casa, cani che cercavano la serenità, cani che soggiornavano da me mentre il proprietario era in vacanza, cani in stallo, cani in degenza post-operatoria, cani di un chilo, cani di ottanta chili, cani bianchi, cani neri, cani educati con proprietari ineducati, cani ineducati con proprietari educati, cani accettati, cani non accettati, cani capiti e cani incompresi. Quello che mi dispiace maggiormente è questa folle esigenza di volere un cane “perfetto”. Mi spiego meglio. Le razze riconosciute sono più di 400, organizzate in gruppi e sottogruppi ed ognuna di loro differisce da quelle appartenenti allo stesso gruppo in maniera più o meno visibile. Ciò che è innegabile, è che ogni razza abbia delle doti attitudinali, e che queste, che ci piaccia o meno, facciano parte del loro patrimonio genetico. Quindi, far entrare nella propria vita e nella propria casa un cane, significa 3 cose: 1. Conoscere le caratteristiche di razza 2. Comprenderle 3. Accettarle Sia ben chiaro, questo non significa che un cane può fare tutto quello che gli pare e a noi deve andarci bene, che non proviamo a risolvere qualche problema che abbiamo con lui o che deve essere completamente ineducato e/o lasciato allo sbando. Significa che se voglio condividere la mia casa con un maremmano, non devo chiamare l’educatore perché non mi sta bene che faccia la guardia alla mia proprietà. (E significa anche, e sopratutto, che un buon educatore, non dovrebbe aiutarvi a farlo.) Io posso voler “limitare” alcuni comportamenti che posso ritenere inopportuni o inadatti alla mia quotidianità, senza però trasformare il mio cane in un altro cane… Per leggere articolo integrale:http://www.thinkdog.it/approfondimenti/conoscere-comprendere-accettare/