Con amore, ma anche con intelligenza e con una visione.
Sto per partire per l’Irlanda, e so già che tornerò con un fardello da portare. Probabilmente sarà questo fardello che mi porterà a passare sopra a tanti momenti difficili, a tante situazioni sgradevoli che vivo da quando mi occupo di questi cani. Questo fardello è quello degli occhi dei cani, […]
Sto per partire per l’Irlanda, e so già che tornerò con un fardello da portare.
Probabilmente sarà questo fardello che mi porterà a passare sopra a tanti momenti difficili, a tante situazioni sgradevoli che vivo da quando mi occupo di questi cani.
Questo fardello è quello degli occhi dei cani, dei grey, dei lurcher, ma anche degli altri che guarderò e che mi guarderanno mentre vado via. Un’esperienza che prova chiunque vada in un canile o in rescue, in Spagna, in Irlanda, ma anche qui da noi.
Dunque niente di originale e non sento di fare niente di eroico. Chi legge, per cortesia, mi perdoni, ma non faccio niente che mi rende una persona speciale. Persone speciali sono altre, e bisogna avere il senso del limite. Martin Luther King, Gandhi, Giovanni Paolo Secondo, solo per fare qualche esempio, erano persone speciali. Capaci di cambiare la storia e di essere un riferimento per le generazioni a venire.
Ma io sono solo una piccola persona, che come tutte le piccole persone può però dare un contributo a una grande idea, che però è collettiva.
Lo dico con franchezza: odio parole come “eroe” o “angelo” per il semplice fatto di aiutare questi cani. Sono una persona normale. Per questo mi sento di dire che non è necessario essere persone speciali per aiutare questi cani, è necessario amarli senza alcun secondo fine e cercare di dare il meglio di sè. Con amore, ma anche con intelligenza e con una visione.
Nella mia visione salvare qualche levriero è una bella cosa, ma è poco. Nella mia visione, salvare qualche levriero ha senso solo se in un progetto finalizzato a chiudere per sempre la fonte, l’origine della sofferenza dei levrieri. Quindi ciò che rende la vita dei levrieri un calvario e che ne segna il destino come un destino di sofferenza e di morte.
Le corse coi cani sono una crudeltà in sé, indipendentemente dal fatto che ci siano le scommesse, perché negano ai levrieri una vita dignitosa e perché li trasformano in strumenti per il divertimento e il guadagno dell’uomo. Per essere chiaro, io sono per chiudere anche i circuiti “amatoriali”.
Dunque, non ho la mentalità di chi, pur di salvare i cani, è disposto a qualunque cosa, non credo che il fine giustifichi i mezzi. Da persona normale, dico solo che tante persone normali insieme, se hanno un grande ideale, la perseveranza, l’onestà e il rigore intellettuale, possono cambiare le cose.
Non cambierò nulla andando in Irlanda, salvassi anche cento cani da solo. Cosa che non farò sicuramente. Sono solo un pezzetto di un progetto da costruire insieme, con il cuore, ma anche con la testa.
Per gli idioti di turno anticipo subito, senza alcun vanto, che sostengo anche Amnesty International. Per altri idioti che vorranno fare ironia su questo post, preciso loro che sono solo degli idioti, quindi che la loro ironia è un onore.
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