Carey Theil: “Il nostro dolore deve trasformarsi in azioni concrete per i greyhound”
Martedì 11 ottobre 2016 Di Carey Theil dal suo blog “Saving Greys” In tutto il mondo i sostenitori dei diritti dei greyhound si sentono frustrati e feriti dall’annuncio che nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, il dog racing verrà drasticamente ridotto e non più proibito del tutto. C’è una […]
Martedì 11 ottobre 2016
Di Carey Theil dal suo blog “Saving Greys”
In tutto il mondo i sostenitori dei diritti dei greyhound si sentono frustrati e feriti dall’annuncio che nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, il dog racing verrà drasticamente ridotto e non più proibito del tutto. C’è una sensazione crescente che non solo i cani siano stati traditi dal governo del Nuovo Galles del Sud, ma che l’intero procedimento politico in sé non sia più affidabile. Dobbiamo respingere quest’affermazione.
Siamo tutti testimoni della storia, giochiamo un ruolo nel dibattito globale che finirà inevitabilmente con la completa proibizione del dog racing. La nostra vittoria è sicura, perché l’industria del racing contiene già in sé il germe della sua stessa distruzione. Per operare come un’impresa commerciale redditizia deve utilizzare pratiche che vanno contro i nostri valori tradizionali sul trattamento etico degli animali. L’intera industria è priva di qualsiasi licenza sociale e finirà inevitabilmente per esser bandita.
Sfortunatamente il cambiamento che auspichiamo non avverrà secondo i nostri tempi. Sarà un processo lento e graduale che si svolgerà nell’arco di decadi o addirittura generazioni. Tutto ciò potrebbe sembrare insopportabile, ma nel grande corso della storia una generazione è come un battito di ciglia. In effetti sono sorpresa dai progressi che abbiamo già raggiunto.
In soli 15 anni da quando è stata fondata GREY2K USA Worldwide abbiamo visto crescere la compassione verso questi animali fino a creare un movimento globale per porre fine alla crudeltà del greyhound racing. L’industria americana si è ridotta a soli 18 cinodromi operativi concentrati in 5 stati, con un giro d’affari per le scommesse di circa 500 milioni di dollari in tutto il paese. Al suo apice sono stati puntati sulle corse quasi 3,5 miliardi di dollari in quasi 60 cinodromi situati in ben 19 stati. L’industria è al collasso economico anche nel Regno Unito, dove anche l’ultimo cinodromo di Londra, l’iconico Stadio di Wimbledon, è pronto a chiudere. Il peggior cinodromo al mondo, il Canidrome di Macau, è in crisi dopo aver ricevuto un ultimatum dal governo per trasferirsi altrove o chiudere per sempre.
In Australia gli ultimi 20 mesi rappresentano un cambiamento epocale nella storia del greyhound racing. Il piano lanciato dal governo del Nuovo Galles del Sud prevede la chiusura di dozzine di cinodromi commerciali, una vasta riduzione degli allevamenti di greyhound, vincoli particolari per ogni cane nato per l’industria, modifiche alle piste per ridurre gli incidenti, ed altre importanti riforme. Questi cambiamenti riflettono una vittoria politica, non una sconfitta. Rappresentano anche un enorme passo avanti verso il giorno in cui il greyhound racing sarà proibito ovunque. Infine, ogni volta che parliamo a favore dei greyhound diventiamo interlocutori politici. Dovremmo essere grati al meccanismo democratico che ci consente di opporci e persino di abolire le ingiustizie. Piuttosto che biasimare il processo politico per il dietrofront nel Nuovo Galles del Sud, dovremmo piuttosto accettare il fatto che l’industria del racing ha abilmente usato la politica per salvare temporaneamente un piccolo retaggio di sé. I sostenitori del dog racing hanno “mostrato i muscoli” per spaventare i politici con la minaccia di disgregare il governo se non avessero ottenuto quello che volevano. Usando surrogati dei media hanno avviato una campagna di disinformazione ed estorsione, senza fermarsi finché non hanno vinto. Poiché la comunità dei sostenitori dei diritti degli animali è votata alla giustizia, non ci possiamo permettere di usare queste tattiche subdole. Possiamo tuttavia diventare più efficienti nell’usare i meccanismi democratici per noi stessi. La soluzione non è rifiutare il processo politico, ma diventare più bravi ad usarlo. Questo è uno degli obiettivi della conferenza Greyhounds Around the Globe di questo weekend.
Abbiamo una mano vincente e dobbiamo restare uniti e solidali poiché lottiamo per la libertà di questi cani così dolci. Oggi è dedicato alla frustrazione e al dolore per la decisione di un pessimo governo che danneggerà ancora i greyhound. Ma domani penseremo con determinazione ed impegno ad essere dei sostenitori ancora più forti per i greyhound.
Articolo originale:
http://blog.grey2kusa.org/2016/10/our-grief-must-be-turned-into-action