Australia – Trainer fa sopprimere sei cani sani nel giro di tre settimane
Riportiamo la traduzione dell’articolo Greyhound racing: euthanasia of healthy dogs sparks call for stronger penalties, pubblicato a firma di Christopher Knaus sul The Guardian il 16 marzo 2017. Greyhound racing: pene più severe contro l’eutanasia di cani sani La richiesta nasce spontanea dopo che un proprietario avrebbe fatto sopprimere sei cani sani nel […]
Riportiamo la traduzione dell’articolo Greyhound racing: euthanasia of healthy dogs sparks call for stronger penalties, pubblicato a firma di Christopher Knaus sul The Guardian il 16 marzo 2017.
Greyhound racing: pene più severe contro l’eutanasia di cani sani
La richiesta nasce spontanea dopo che un proprietario avrebbe fatto sopprimere sei cani sani nel giro di tre settimane da quando li aveva acquistati, secondo i documenti interni del Greyhound Racing New South Wales. In base ad alcune relazioni interne, un proprietario di greyhound del Nuovo Galles del Sud è stato capace di far sopprimere sei cani giovani e sani dopo neanche tre settimane dal loro acquisto.
Il caso, ed altri come questo, hanno spinto nuovamente i Verdi del Nuovo Galles del Sud a battersi per ottenere pene più severe per veterinari e proprietari che fanno sopprimere greyhound sani.
Lo scorso anno la Camera Alta del Nuovo Galles del Sud votò a favore della pubblicazione di migliaia di pagine di documenti riservati del Greyhound Racing NSW, l’ente responsabile della gestione e regolamentazione dell’industria.
La prima parte di documenti è stata consegnata a fine 2016 ed una seconda parte dovrebbe essere resa pubblica alla fine di questo mese, nonostante i tentativi da parte del Greyhound Racing NSW di impedirne la divulgazione. I documenti iniziali hanno rivelato una serie di episodi in cui gli addestratori hanno cercato di far sopprimere cani senza che ce ne fosse bisogno. In un caso nel nord est del paese un ex addestratore di greyhound ha soppresso sei cani sani in meno di tre settimane dal loro acquisto. Secondo i documenti l’uomo avrebbe avrebbe ucciso i cani nonostante l’offerta da parte del precedente proprietario di riprenderli con sé.
La squadra di intelligence del Greyhound Racing NSW è stata contattata dalla moglie del proprietario originario che ha dichiarato di essere “profondamente addolorata” dalle azioni dell’uomo.
“Il 23 giugno 2016 l’intelligence è stata contattata dalla moglie dell’ex proprietario che era profondamente addolorata dal fatto che i suoi cani giovani e sani fossero stati soppressi” si legge nelle annotazioni interne relative al caso. “La sig.ra gli avrebbe detto che se non poteva tenerli poteva restituirli. Inoltre dichiara che avrebbero venduto i cani su richiesta di un amico che voleva introdurli nell’industria del racing. Questa persona avrebbe chiesto ai proprietari dei greyhound di vendergliene alcuni per poter iniziare.”
Il Greyhound Racing NSW non ha preso provvedimenti contro l’uomo perché non era più un addestratore registrato e non ha riferito nulla alle autorità perché non sarebbe stato commesso alcun crimine.
L’inchiesta speciale sul greyhound racing nel Nuovo Galles del Sud ha scoperto che negli ultimi 12 anni sono stati uccisi fino 68.000 cani considerati “scarti” dell’industria.
Le relazioni degli intendenti dicono che nel Nuovo Galles del Sud i cani vengono ancora soppressi regolarmente subito dopo le gare. Finora quest’anno sono stati soppressi con l’eutanasia 21 greyhound in pista. Durante le corse sempre più cani si sono infortunati, ma non sono stati soppressi subito. Il loro destino, una volta finita la gara, è ignoto.
La rappresentante dei Verdi del Nuovo Galles del Sud, Mehreen Faruqi, teme che i greyhound vengano ancora soppressi senza ragioni valide, a causa di infortuni minori, prestazioni non soddisfacenti o per denaro. “Il loro intero modello economico dipende dalla sovrapproduzione di greyhound e dall’uccisione dei cani che non sono abbastanza veloci e non più redditizi” ha detto Faruqi.
I documenti interni hanno rivelato un altro caso risalente allo scorso anno, in cui un intendente è stato costretto ad intervenire per fermare un veterinario che stava per sopprimere un greyhound con una zampa gonfia. L’addestratore del cane avrebbe avvicinato il veterinario dopo una corsa, sostenendo che il suo cane si fosse fratturato un garretto e doveva per questo essere soppresso. “Sul momento l’addestratore parve piuttosto infastidito dal fatto che mi ero rifiutato di autorizzare la soppressione del suo cane a bordo pista” ha scritto l’intendente nella sua relazione per il Greyhound Racing NSW. “Trovo inquietante il fatto che se non fossi stato presente quel giorno un greyhound sarebbe stato soppresso inutilmente. Durante il giorno ci sono troppe cose da seguire per gli intendenti che non possono essere ovunque a controllare ogni aspetto delle gare”. Il cane è stato curato ed è poi tornato a gareggiare.
L’industria sta ancora preparando un pacchetto di riforme sulla tutela animale, dopo l’incredibile dietrofront dello scorso anno sulla messa al bando del racing.
Le riforme previste saranno strutturate in base alle raccomandazioni presenti nel quadro di riforme dell’industria che è stato consegnato il mese scorso.
Il quadro delle raccomandazioni principali prevede la creazione di una nuova commissione per l’integrità che supervisioni l’industria e l’introduzione di sanzioni più severe contro l’uso di prede vive. Raccomanda inoltre controlli più rigorosi sull’eutanasia. Il quadro di riforme non consiglia un tetto limite agli allevamenti né stabilisce scadenze per azzerare le soppressioni con eutanasia.
Faruqi ha detto che il fallimento del quadro nel raccomandare un tetto limite farà sì che i greyhound continuino a venir sovra-riprodotti e poi “eliminati”. Ha chiesto sanzioni specifiche per i veterinari che acconsentono a sopprimere cani sani, o per chiunque cerchi di intimidire o obblighi un veterinario a sopprimere un cane inutilmente. “Sicuramente l’industria non può essere autorizzata a tornare alla vecchia gestione, sopprimendo i cani quando non sono più redditizi” ha detto Faruqi. “Dobbiamo rompere con questa cultura dei maltrattamenti e assicurarci che i veterinari che, in base alle raccomandazioni proposte rappresentano l’unico modo per disfarsi dei cani indesiderati, non pratichino l’eutanasia su cani sani né vengano spinti a farlo dall’industria”.
Il Greyhound Racing NSW ha dichiarato di aver già introdotto delle restrizioni agli allevamenti a metà 2015. Queste restrizioni limitano il numero e la frequenza di cucciolate nelle femmine allevate. Un portavoce ha detto che queste limitazioni hanno comportato un calo del 55% nelle nascite di cuccioli anno dopo anno fino a dicembre dello scorso anno.
Nel 2016 sono state introdotte anche misure che obbligano i proprietari a chiedere il consenso scritto dell’ente corse prima sopprimere greyhound sani. Il portavoce ha aggiunto che attualmente sono in esame diverse altre iniziative, tra cui l’obbligo per i proprietari di adottare tutte le misure possibili per eventualmente far adottare i propri greyhound, e l’aumento delle tasse per la registrazione di cucciolate. “Il GRNSW sarebbe felice di incontrare i rappresentanti dei Verdi per discutere le loro proposte per ridurre i casi di eutanasia e su come realizzarle in modo efficace” ha detto. “Sarebbe preferibile piuttosto che saperlo da terzi tramite un intermediario dei media”. I documenti suggeriscono anche che il Greyhound Racing NSW avrebbe stilato una “lista di controllo” dei veterinari che praticano frequentemente l’eutanasia, ma l’ente corse ha negato l’esistenza di tale elenco.
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