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Australia – L’uso di prede vive è una pratica ancora diffusa.

Di seguito la traduzione in italiano dell’articolo Greyhound regulator can’t rule out continued live baiting, pubblicato da The Sydney Morning Herald a firma di Jorge Branco il 15 febbraio 2017. L’autorità di regolamentazione del greyhound racing non può escludere l’uso continuativo di prede vive Di Jorge Branco A due anni dallo scandalo […]

Di seguito la traduzione in italiano dell’articolo Greyhound regulator can’t rule out continued live baiting, pubblicato da The Sydney Morning Herald a firma di Jorge Branco il 15 febbraio 2017.

L’autorità di regolamentazione del greyhound racing non può escludere l’uso continuativo di prede vive

Di Jorge Branco

A due anni dallo scandalo sull’uso di prede vive che mise in ginocchio l’industria del racing del Queensland, le autorità di regolamentazione non possono garantire che questa pratica aberrante non sia ancora in vigore. Ci sono stati miglioramenti incredibili nel numero di adozioni e nel ridurre la sovrapproduzione, ma nei cinodromi muoiono più cani di quanto non accadesse prima che la Relazione MacSporran raccomandasse cambiamenti radicali.

Molti dei cambiamenti sono in atto, ma diverse riforme importanti, tra cui la creazione di un database pubblico accessibile a tutti per rintracciare i cani dalla nascita alla morte e scoprire l’esatto numero di cani soppressi senza esser mai stati registrati per correre, sono ancora molto lontane.

Le adozioni sono triplicate rispetto a tre anni fa, ma gli addestratori hanno dovuto aspettare almeno sei mesi prima di consegnare i cani al Greyhound Adoption Program (GAP) che ha già ricevuto circa 50.000 $, ma deve ancora beneficiare del denaro proveniente dai cambiamenti previsti alle tasse di iscrizione che includeranno una quota destinata appunto al GAP.

Delle 37 persone incriminate dalla task force formata da Protezione Animali (RSPCA) e Polizia del Queensland (QPS) nei mesi successivi al filmato shock mandato in onda da Four Corners, almeno 4 sono stati scagionati. Per la maggior parte devono ancora finire i processi, mentre solo pochi sono stati multati.

Persino Tom Noble, nella cui proprietà di Churchable offrì ospitalità a diversi addestratori che usavano prede vive, ha evitato il carcere nonostante 15 accuse di gravi maltrattamenti animali per aver legato o aiutato a legare opossum, maialini e lepri da far inseguire ai cani.

Un giudice ha definito “ripugnante” il comportamento dell’addestratore sessantanovenne, ma l’ha lasciato andare con solo una sentenza di sospensione della licenza per tre anni, a cui il procuratore capo farà appello il mese prossimo.

Grazie all’aumento dei controlli negli allevamenti, il mese scorso una dozzina di addestratori sono stati scoperti a commettere serie violazioni della tutela animale, ma non ci sono state accuse penali.

Comunque il commissario del Queensland Racing Integrity Commission (il QRIC è un ente indipendente incaricato di controllare l’integrità e gli standard di benessere e tutela degli animali da corsa e dei partecipanti nel Queensland; ndt), Ross Barnett, non ha escluso la possibilità che vengano ancora usate prede vive, ammettendo che sradicare questa pratica sarà più difficile che mai.

Credo che sarebbe ingenuo assicurare che l’uso di prede vive non avvenga più” ha detto. “Ma sono sicuro che l’esposizione mediatica fornita dal programma Four Corners abbia fatto sì che chiunque fosse incline a questo genere di pratiche sarà più discreto e attento di prima, e ciò significa che sarà più difficile scoprirlo”.

Gli attivisti per i diritti animali, alcuni dei quali contribuirono allo smascheramento di questa pratica, hanno detto che non è abbastanza e chiesto a gran voce la fine dell’industria del racing.

Ecco di seguito gli effetti positivi, negativi e irrilevanti di ciò che è cambiato in questi due anni:

La repressione contro l’uso di prede vive in numeri.

– 2.6 controlli al mese negli allevamenti nel 2015/16 – 28 controlli al mese negli allevamenti nel 2016/17 – 12 gravi violazioni del benessere animale (2016/17) tra cui colpi di calore, mancanza di acqua, di un riparo e la mancata compilazione dei registri dei trattamenti – 350 nascite di greyhound registrate (2016/17) – 285 decessi di greyhound registrati (2016/17) – 37 addestratori incriminati dopo lo scandalo sull’uso di prede vive – 4 addestratori scagionati – 22 addestratori banditi a vita – 13 addestratori la cui interdizione è stata ridotta o respinta

I decessi dei cani da corsa Nonostante i grossi cambiamenti in molte parti dell’industria, il racing in sé può ancora essere uno sport pericoloso per gli animali. Nel 2016 67 greyhound sono stati soppressi a bordo pista a causa di infortuni in gara, che hanno subito un aumento significativo negli anni antecedenti alla commissione d’inchiesta.

Penso che si debba sempre pensare a questi numeri tenendo conto del numero complessivo di animali che corrono ogni settimana nell’arco dell’anno, così da ottenere una media degli incidenti e dei decessi per migliaia di cani, contestualizzando questi dati” ha detto il Barnett. “Facciamo gareggiare greyhound quattro giorni a settimana, perciò si deve pensare al numero complessivo di cani che gareggiano, per avere una panoramica dei dati”.

Nella sua relazione MacSporran ha sottolineato l’abitudine frequente di dichiarare un cane sospeso per tre mesi anziché sopprimerlo, ma un portavoce del QRIC (Queensland Racing Integrity Commission) ha dichiarato che l’organizzazione è già in grado di rintracciare gli animali nell’arco di tutta la loro vita. In totale il QRIC sostiene che nei sette mesi dal suo insediamento siano morti o siano stati soppressi 285 cani, sottolineando come i proprietari avessero il diritto che il proprio cane fosse soppresso in modo dignitoso. Si tratta di circa 40 cani al mese.

I decessi connessi alle corse coi greyhound nel 2016 Numero di greyhound soppressi con l’eutanasia per zona

Adozioni Di tutti i cambiamenti fatti da quando è stata emessa la Relazione MacSporran questo è uno dei più importanti. Quando l’industria è finita sotto esame, si è scoperto che il Greyhound Adoption Program era totalmente inadeguato. Riusciva dare in adozione circa 100 cani all’anno, solo una minima parte di quelli ritirati dalle corse, in un’industria che produce più di 2000 cuccioli solo nel Queensland.

Secondo il QRIC, solo nei sei mesi successivi all’istituzione della commissione nel luglio 2016, sono stati adottati circa 172 cani, contro i 230 adottati nell’arco dell’intero 2015.

Siamo sulla buona strada raggiungere il miglior risultato del nostro primo anno di operatività rispetto al passato” ha detto il Commissario Ross Barnett. “Tutti i nostri sforzi per trovare una famiglia al maggior numero di cani sta dando i suoi frutti”.

La coordinatrice del GAP, Gail Lane, ha dichiarato che le strutture di Brisbane e Townsville, che hanno beneficiato di un apporto finanziario di circa 50.000 $, sono in grado di far fronte alle richieste. Ma ha ammesso che gli addestratori hanno dovuto attendere dai 4 ai 6 mesi a Brisbane e 3 mesi a Townsville prima di consegnare i loro cani. Ma il presidente dell’Animal Welfare League Queensland, Sue Spencer, il cui programma ha dato in adozione 42 greyhound negli ultimi 6 mesi, sostiene che le misure adottate dall’industria non siano sufficienti: “Penso che in realtà non sia cambiato nulla. Gli addestratori saranno perseguiti, ma se la caveranno con poco” ha detto.

Gli allevamenti e la tracciatura degli animali La Relazione MacSporran ha condannato la sovrapproduzione dilagante all’interno dell’industria ed espresso serie preoccupazioni sulla capacità del Racing Queensland di rintracciare tutti i cani nati.

I cani dovevano essere rintracciabili una volta ritirati dalle corse, ma nel 2013 e 2014 sono stati presentati solo 1500 moduli, mentre la relazione rivela che il vero numero sarebbe dovuto essere attorno a 8500. Una delle raccomandazioni più importanti era quella di aggiornare e pubblicare un database con cui fosse possibile rintracciare gli animali dalla nascita alla morte, per avere un’indicazione precisa di quanti cani venissero soppressi. Il Sig. Barnett ha dichiarato che la disponibilità pubblica dei dati e dei registri individuali non saranno pronti prima di metà anno, ma il QRIC ha assicurato che il sistema di tracciabilità è finalmente possibile, ma non ancora pubblico. In passato nascevano circa 2000 greyhound all’anno ed il 30% dei cuccioli non registrati per le gare erano considerati “scarti”.

Un portavoce del QRIC ha dichiarato che, nei sette mesi successivi al suo insediamento, sono nati solo 350 greyhound, per un totale di 600 all’anno.

Controlli Il capo della Commissione d’Inchiesta dell’industria del Greyhound Racing del Queensland, Alan MacSporran, è stato particolarmente critico verso la qualità dei controlli “tristemente inadeguati” che hanno subito gli addestratori prima delle rivelazioni. Ad esempio il cinodromo privato illegale di Noble, secondo la documentazione acquisita in tribunale, era operativo dal 2007. Gli scarsi controlli degli allevamenti, solo 31 nel 2014 con ben 750 addestratori sparsi in tutto il paese, hanno dato il via libera all’uso di prede vive impunemente. Su quel fronte, il QRIC ha fatto alcuni progressi, raddoppiando quasi il numero di controlli completati nei primi sei mesi di operatività ad 80/90. Una dozzina di addestratori sono stati ammoniti per gravi violazioni al benessere animale, tra cui colpi di calore, inaccessibilità alle risorse d’acqua, uso di museruole anti abbaio e la mancanza di ripari, ma solo alcune di queste hanno comportato pene superiori a multe di 200 $.

Non sono state avanzate altre accuse sull’uso di prede vive. “La reiterazione nell’uso di prede vive o di qualsiasi altro genere comprometterebbe sicuramente l’avanzata delle riforme nell’industria” ha detto Barnett.

Sono sicuro che le persone coinvolte che amano questo sport non vogliono che accada”. “Speriamo che se dovesse succedere ancora, le persone si facciano avanti fornendo informazioni”.

Pene Dopo mesi di indagini ed ore di interrogatori con il Racing Queensland e la polizia, 37 addestratori sono stati incriminati per 141 reati connessi allo scandalo. Per il suo ruolo nella vicenda, Tom Noble è stato sospeso per tre anni, ma il procuratore capo ha fatto ricorso. Secondo i documenti del tribunale, fin dal 2007 allenava i cani nel suo cinodromo privato non autorizzato. Per quanto riguarda gli altri addestratori, almeno 4 hanno visto cadere le loro imputazioni. Dei 22 addestratori banditi a vita dalle corse, ben 13 hanno visto l’interdizione a vita ridotta rapidamente a soli 10 anni o meno. Pochi, come Tracey Kundle, che sosteneva che lui ed i suoi amici sarebbero serviti da capri espiatori, sono stati completamente scagionati e autorizzati a gareggiare ancora. Restano i dubbi sull’ammissibilità in tribunale del filmato ripreso di nascosto dagli attivisti di Animal Liberation Queensland nella proprietà di Noble. Un giudice lo ha ammesso come prova, mentre un altro lo ha respinto. Due membri del tribunale del Queensland hanno respinto i tentativi di dichiararlo inammissibile, ma uno ha dichiarato che le pessime registrazioni audio si possono ritenere affidabili. Il Presidente di Animal Liberation Queensland, Chay Neal, ha dichiarato che le riforme non sono abbastanza rapide. “In definitiva faremo ancora pressione per la messa al bando dell’industria” ha detto. “Non pensiamo che sia un’industria all’altezza delle aspettative del pubblico, ma sicuramente finché continuerà ad esistere saranno necessarie indagini più accurate”.

© Riproduzione riservata

Fonti:

www.smh.com.au/queensland/greyhound-regulator-cant-rule-out-continued-live-baiting

Greyhound regulator can’t rule out continued live baiting

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Tom Noble walks out of the Ipswich District Court after his sentencing hearing for 15 counts of serious animal cruelty stemming from the greyhound live baiting scandal was adjourned. Photo: Jorge Branco


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