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Articolo LaVoz – Le corse con i levrieri sono diventate illegali in Argentina

10 gennaio 2017Articolo originale →

Pubblichiamo la traduzione in italiano dell’articolo Las carreras de galgos pasan a ser ilegales, pubblicato da La Voz il 16 novembre 2016 in concomitanza con la discussione in parlamento della proposta di legge, discussione che si è conclusa con la sua approvazione alle 0.39 di giovedì 17 novembre. La legge è ora […]

Pubblichiamo la traduzione in italiano dell’articolo Las carreras de galgos pasan a ser ilegales, pubblicato da La Voz il 16 novembre 2016 in concomitanza con la discussione in parlamento della proposta di legge, discussione che si è conclusa con la sua approvazione alle 0.39 di giovedì 17 novembre. La legge è ora in vigore dal 2 dicembre 2016. 

Le corse con i levrieri sono diventate illegali

Il Congresso ha approvato una legge che vieta le corse con i cani di qualsiasi razza in tutto il paese. Córdoba è la provincia con il maggior numero di canodromi e proprio qui si accende un forte dibattito.

In tutto il territorio nazionale è vietata “l’organizzazione di corse con cani, qualunque sia la loro razza.” Così corto è il primo dei tre articoli della breve legge approvata dal Congresso Naziolanel che ha acceso a Córdoba, più che in altre province, polemiche intense. I sostenitori dell’attività hanno annunciato che si dichiareranno contrari e presentaranno reclami di fronte alle Giustizia.

La legge si riferisce soprattutto alle corse con i levrieri.

A Córdoba ci sono circa 55 località con canodromi, all’est e nelle provincie del sud, dove regolarmente si svolgono corse e si fanno scommesse.

Il disegno di legge ha avuto sostegno esplicito anche da parte del presidente Mauricio Macri. “No alle corse con i levrieri. Per evitare che si continui a trarre profitto dalla sofferenza degli animali“, ha scritto nei suoi account sui social media.

L’articolo 2 della legge stabilisce che “Chiunque per qualsiasi ragione organizzi, promuova, faciliti o realizzi una corsa con cani sarà punito con la prigione da tre mesi a quattro anni e con una multa da quattro mila a 80 mila pesos.” L’ultimo articolo chiarisce che questa norma “è complementare al Codice Penale.”

La legge verrà applicata in tutto il paese, anche se già ci sono tre province (Buenos Aires, Santa Fe e Neuquén) che hanno leggi simili.

Anche a Córdoba ci sono stati diversi progetti di legge provinciale, che però non sono stati approvati. Una di loro è stata promossa nel 2014 dal governatore José Manuel de la Sota.

L’anno scorso, la polemica sulle corse con i levrieri a Córdoba si è intensificata e ci sono state diverse località che le hanno proibite, come Cruz Alta, Justiniano Posse, Monte Buey e Devoto. In altre, come Río Cuarto, la questione è stata messa in discussione..

Reazioni cordovane “Siamo davvero indignati. Si tratta di una legge priva di fondamenta, basata sulle menzogne”, dice Carlos Ayala, presidente dell’associazione civile El Palermo de los Galgos, che organizza corse a Inriville, nel sud-est di Córdoba.

Ayala ha dichiarato che “si tratta di un racconto aquistato dai media e alcune persone dello spettacolo.” Dice che per i legislatori “è facile proibire senza sapere né indagare” e aggiunge che agiscono “per paura delle proteste” di coloro che si stanno mobilitando contro le corse.

Ayala ha negato i maltrattamenti verso gli animali dicendo che tutti si stanno impegnando affinché non ci sia “doping” nelle competizioni. “No si possono maltrattare per farli correre meglio. È come punire un atleta per fargli raggiungere risultati migliori”, sostiene. Davanti al Congresso ha organizzato tre marcie di protesta avvertendo che se si vientano le corse, l’attività continuerà, ma clandestinamente “e allora nessuno potrà controllarla.”

L’avvocato Alejandro Sánchez Kalbermatten che rappresenta tale entità, ha detto che la legge “è ridicola e discriminatoria” perché condanna le corse con i cani e non quelle con i cavalli. “Dovrebbero regolamentare piuttosto che vietare. Lo Stato deve essere presente per poter controllare, come lo fa con l’ippica“, sostiene.

Al contrario, per il legislatore Pedro Guastavino, presidente della Comisión de Asuntos Penales de Diputados, “questo progetto smaschera questa attività illegale, i maltrattamenti e la tortura dei cani, somministrazioni di droge e stimolanti chimici, nonché il gioco d’azzardo illegale e l’evasione fiscale “.

Marcela Morra, un membro del gruppo cordovano Proyecto Galgo, che ha promosso questa legge a livello nazionale, si aspetta che l’entrata in vigore della norma consenta alle persone di rivolgersi direttamente alla polizia o alla giustizia in caso vengano a scoprire di corse con i cani.

Finora abbiamo lottato affinché i comuni non dessero l’autorizzazione e contro il gioco d’azzardo illegale, che è ciò che muove le corse. Adesso potremo denunciare le corse direttamente alla giustizia“, ha detto. “Negli ultimi tempi ci sono stati molti sindaci che hanno ascoltato e con il loro aiuto siamo riusciti a chiudere alcuni canodromi. Il resto è ancora in funzione perché autorizzato dai comuni. Ma con questa legge tutto questo è ormai illegale.

Abuso. La critica delle organizzazioni per la difesa dei diritti animali si riferisce alle condizioni di vita dei cani da corsa, che vivono rinchiusi in gabbie, privi d’affetto, trasportati in bauli o casse, drogati e castigati.

Articolo originale: lavoz.com.ar/ciudadanos/las-carreras-de-galgos-pasan-ser-ilegales