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Arrestato a Madrid il proprietario di un centro veterinario con l’accusa di aver ucciso centinaia di cani e gatti per venderne il sangue

Arrestato a Madrid il proprietario di un centro veterinario con l’accusa di aver ucciso centinaia di cani e gatti per venderne il sangue. Nell’operazione sono stati liberati 240 galgo detenuti in una proprietà ad Humanes (Madrid). La Guardia Civil ha arrestato in una proprietà ad Humanes un uomo d’affari, Luis […]

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Arrestato a Madrid il proprietario di un centro veterinario con l’accusa di aver ucciso centinaia di cani e gatti per venderne il sangue.

Nell’operazione sono stati liberati 240 galgo detenuti in una proprietà ad Humanes (Madrid).

La Guardia Civil ha arrestato in una proprietà ad Humanes un uomo d’affari, Luis Miguel V. F., che ha sacrificato cani e gatti per venderne il sangue in cliniche e ospedali veterinari. Nell’operazione sono stati liberati circa 240 animali, per la maggior parte galgo, ma anche gatti e conigli, trovati in pessime condizioni. Inoltre è stata arrestata un’altra persona, di origine marocchina, responsabile delle strutture in cui erano detenuti gli animali.

L’imprenditore arrestato riceveva gli animali da proprietari che non avevano più intenzione di prendersene cura (in corso di verifica da parte della autorità l’eventuale coinvolgimento di alcune strutture) e figurava come amministratore unico del Centro de Transfusiones Veterinario S.L. (centro trasfusionale veterinario) e come presidente dell’Associazione di Ematologia e Omeopatia Veterinaria, incaricata delle certificazioni dei laboratori di ematologia e delle banche del sangue associati. 

Secondo gli investigatori mancava qualsiasi titolo che autorizzasse tali procedure e, per ottenere maggiori quantità di sangue, gli animali subivano perforazioni direttamente nel ventricolo sinistro del cuore, procedura che ne causava la morte per shock ipovolemico (lo shock ipovolemico è determinato da una riduzione critica del volume intravascolare. A meno che non sia compensata da un incremento della frequenza cardiaca, la gittata cardiaca si riduce. N.d.t.).

La Procura di Mòstoles-Fuenlabrada ha sporto denuncia contro l’imprenditore per le pratiche “dolorose e crudeli” contro gli animali.

I cadaveri venivano congelati e successivamente cremati in un inceneritore di Yuncos (Toledo) dove, tra il mese di aprile e quello di maggio, la Procura ha contato 60 corpi di animali la cui morte è imputabile al prelievo massiccio di sangue (27 cani, 29 gatti, 3 conigli e un furetto).

Nella proprietà di Humanes gli agenti della Guardia Civil di Arroyomolinos hanno trovato il laboratorio in cui venivano effettuati i prelievi, dove sono state rinvenute numerose sacche di plasma pronte per essere immesse sul mercato.

Lo scopo di tali pratiche, secondo il Pubblico Ministero, era quello di vendere il sangue, soprattutto a cliniche veterinarie della Comunità di Madrid, a prezzi che si aggiravano attorno agli 80 euro per 400 ml di sangue di cani e 85 euro per 40 ml di sangue di gatto.

Con l’incremento della domanda, secondo la Procura, l’imprenditore era arrivato a offrire i suoi servizi in tutta la Spagna e anche in alcuni Paesi stranieri come Italia, Belgio, Francia e Portogallo.

Nel corso delle indagini è stato appurato che l’imputato figurava come amministratore unico del Centro Trasfusionale Veterinario inaugurato nel 2006 con lo scopo di produrre concentrati di globuli rossi e plasma sotto la tutela dalla Comunità di Madrid.

L’imprenditore, inoltre, pubblicizzava la struttura via web presentandola come un punto di riferimento per il commercio e la distribuzione di sangue animale sebbene non risultino alcun registro, autorizzazione o licenza a nome della suddetta società, perciò negli anni ogni attività è stata svolta nella “più assoluta clandestinità”.

Una razza di donatori universali

Per estrarre sangue dagli animali e commercializzarlo l’imputato disponeva di strutture ad Humanes dove erano stipati numerosi animali. Soprattutto deteneva giovani galgo, considerata razza donatrice universale, sottoposti ripetutamente a pratiche considerate proibite. Questo tipo di interventi causava agli animali, secondo la Procura, “sofferenze e patimenti inutili” perché, in pratica, era come sottoporli ad eutanasia “senza nessun motivo previsto dalla normativa vigente”

La Procura sostiene di aver contato, nei soli mesi di aprile e maggio 2022, 60 animali che, in seguito ad autopsie e perizie, risultano morti non per cause fisiologiche, ma per dissanguamento.

In merito ai farmaci per eutanasia rinvenuti nel laboratorio la Procura sottolinea che possono essere distribuiti in farmacie e in centri di allevamento solo previa autorizzazione e controllo da parte dei fornitori stessi e acquistati dai veterinari che ne fanno richiesta. 

Inoltre ricorda che la professione veterinaria è severamente regolamentata e per poter essere esercitata è necessario essere in possesso di una Laurea in Medicina Veterinaria, titolo accademico non posseduto dall’imputato, ed essere iscritti all’albo professionale.

Infine sottolinea che le eutanasie sugli animali, nonché l’identificazione e la vaccinazione antirabbica sono competenze veterinarie e che “i veterinari sono gli unici cui competono tali procedure”.

Link all’articolo: https://www.elmundo.es/madrid/2022/06/16/62ab4806e4d4d8e3148b45ef.html

La notizia è stata riportata da diverse testate giornalistiche, qui i link:

https://www.europapress.es/madrid/noticia-fiscalia-querella-contra-empresario-sometia-animales-practicas-crueles-vender-sangre-20220616133552.html

https://www.elconfidencial.com/espana/madrid/2022-06-16/hombre-mata-perros-gatos-vender-sangre-madrid_3443199/