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Argentina – Levrieri: corsa verso la morte

14 novembre 2016Articolo originale →

Vi riportiamo di seguito la traduzione dell’articolo Galgos: carreras hacia la muerte a firma di Santiago Fuertes pubblicato su Cronica nel marzo 2015, ma ancora ahimè attuale. Levrieri: corsa verso la morte ESCLUSIVO Droghe, maltrattamenti, corruzioni e violazione delle leggi. Tutto è permesso in questo sporco business sanguinario. L’associazione Proyecto Galgo […]

Vi riportiamo di seguito la traduzione dell’articolo Galgos: carreras hacia la muerte a firma   di Santiago Fuertes pubblicato su Cronica nel marzo 2015, ma ancora ahimè attuale.

Levrieri: corsa verso la morte

ESCLUSIVO Droghe, maltrattamenti, corruzioni e violazione delle leggi. Tutto è permesso in questo sporco business sanguinario. L’associazione Proyecto Galgo Argentina denuncia queste aberrazioni nonostante tutte le minacce che riceve. Punto dopo punto di un’attività proibita che sfrutta all’estremo i cani per il beneficio economico del «padrone». Impressionante galleria di immagini.

Le corse con i levrieri non sono una novità. Nate negli Stati Uniti un secolo fa, si sono presto diffuse anche in altri paesi. Sono diventate popolari nel Regno Unito e, con il passare del tempo, sono arrivate anche in Argentina. A quel tempo erano un’attività che la maggior parte della gente accettava. Ma le società cambiano, la consapevolezza sul maltrattamento animale è sempre più forte e le leggi su questo fronte si sono modernizzate. Questi sono gli ostacoli principali che devono affrontare alcuni «gualgueros» se desiderano continuare con la loro attività proibita e sanguinaria.

L’impegno



In una conversazione con Cronica.com.ar, i membri del gruppo Proyecto Galgo Argentina (PGA) spiegano in tutta semplicità i loro obbiettivi: «Il nostro desiderio è vietare le corse con i levrieri in tutto il paese. Vorremmo che, così come esiste una legge provinciale a Buenos Aires, ne esistesse anche una nazionale e che, ovviamente, venisse rispettata.» Oltretutto sottolineano che «bisogna che le persone prendano coscienza di quello che c’è dietro questa attività illegale e che si impegnino nella denuncia o informazione in modo da poter raccogliere prove da presentare in tribunale.».



Le leggi sono chiare.



Le corse con i cani, indipendentemente dalla razza, sono proibite in tutta la provincia di Buenos Aires secondo la legge 12.449. Tuttavia, non è l’unica che i «gualgueros» trasgrediscono. Violano anche la 13.470 (gioco d’azzardo illegale) e la 13.879 (sacrificio di cani e gatti). Oltretutto, a livello nazionale, infrangono la 14.346 (maltrattamento animale) e la 23.737 (produzione e traffico di stupefacenti). All’interno del paese esiste un vuoto legislativo: non sono né vietate né permesse.

«Chi fa parte di questa mafia non vuole né legalizzare queste corse né  regolamentare la somministrazione di droghe ai cani e i controlli antidoping. È terribile quello che gli fanno, la quantità di farmaci che gli iniettano, il modo in cui li distruggono. Producono e commercializzano stupefacenti, molti dei quali non vengono rivelati dalle analisi. Se la cavano impuniti, le tangenti sono la loro arma principale e non hanno alcun rispetto per gli animali», si lamentano i protezionisti.

Le minacce 
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Sono innumerevoli le volte in cui l’associazione ha ricevuto minacce da parte dei galgueros. Addirittura l’artista Anita Martínez, nota sostenitrice delle cause per i diritti animali, ha subito minacce pubbliche sugli Social Network. La paura allerta, ma non paralizza. «Noi non possiamo denunciare con i nostri nomi e cognomi perché abbiamo famiglie e non possiamo correre rischi. Ma continuiamo ad investire molto tempo ad indagare», dice PGA a Crónica.com.ar. Tramite l’avvocato Rodrigo Ferreirós sono riusciti a denunciare le corse, l’uso di droghe illegali e la corruzione delle autorità di polizia e quelle municipali nelle località di Buenos Aires di Mercedes, San Pedro e San Miguel del Monte. A Colón la pressione dell’associazione e dei vicini ha ottenuto risultati. Il sindaco, Ricardo Casi, ha promesso di sradicare l’attività.

Ciclo di «vita» del levriero 



Monta forzata – Calore indotto da farmaci. Si lega il maschio alla femmina che deve indossare la museruola per non morderlo.

Selezione – Ogni cane ha la sua funzione: alcuni corrono, altri si riproducono. Quelli che non servono, vengono uccisi. Non si perde tempo e denaro nel mantenerli.

Allenamento – Animali vivi o gatti in bottiglia sono solo alcuni dei metodi per incoraggiare l’istinto di caccia. Per la corsa, collare a strozzo e trascinamento con veicoli.

Droghe – Arsenico, stricnina (vietata dall’Administración Nacional de Medicamentos, Alimentos y Tecnología Médica), cocaina, efedrina, viagra, anabolizzanti, cardiotonici e stimolanti vari, che si nascondono sotto nomi «simpatici» come «maicito» o «chuza».

Pulizia – Dopo la corsa e il somministro di droghe per raggiungere le massime prestazioni, si pulisce il fegato con una flebo.

Morte – Quando un cane non serve più (vivono dai 2 ai 4 anni massimo) vengono uccisi o, nei migliore dei casi, abbandonati.

Crudeltà nella sua massima espressione Ci sono innumerevoli casi che dimostrano lo sfruttamento subito dai levrieri. Nell’ultima settimana, due cani sono morti in agonia durante una corsa nelle località di Buenos Aires di Carlos Tejedor e Mercedes a causa delle droghe somministrate. Un altro fatto che mostra i «galgueros» per quello che sono è quello di una cagnolina, che si è fratturata una zampa e il padrone, disperato, non per la salute dell’animale, ha chiesto ai collegi sugli Social Network: «Riesco a ricavarne dei soldi o la abbandono?»


Come ne «I Simpsons»



Nella popolare serie animata, molte situazioni sembrano tratte dalla vita reale. Come nella puntata dove il cane è arrivato a far parte dell’amata famiglia gialla. Avendo bisogno di soldi, Homer va a un cinodromo e scommette su «il Piccolo aiutante di Babbo Natale». Ma questo non vince. All’uscita, il padrone caccia il levriero con calci e insulti perché ha perso. Il Piccolo aiutante di Babbo Natale si lancia in braccio al papà di Bart che riesce a dire solo: «È un perdente, è un patetico, è un… è un Simpson».

Articolo originale: cronica.com.ar/article/details/18500/galgos-carreras-hacia-la-muerte

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