Argentina – ‘I levrieri vincono la loro corsa verso la libertà’
Riportiamo la traduzione dell’articolo Los galgos ganaron su carrera hacia la libertad, a firma di Por Santiago Fuertes, pubblicato dalla Crónica il 17/11/2016. I levrieri vincono la loro corsa verso la libertà I deputati hanno approvato la legge che vieta le corse su tutto il territorio nazionale. Centinaia di protezionisti si sono riuniti nei pressi […]
Riportiamo la traduzione dell’articolo Los galgos ganaron su carrera hacia la libertad, a firma di Por Santiago Fuertes, pubblicato dalla Crónica il 17/11/2016.
I levrieri vincono la loro corsa verso la libertà
I deputati hanno approvato la legge che vieta le corse su tutto il territorio nazionale. Centinaia di protezionisti si sono riuniti nei pressi del Congresso per seguire la votazione e festeggiare la fine di questa forma di maltrattamento animale. Ci sono stati gravissimi incidenti che hanno avuto come protagonisti i difensori di questa pratica.
È stata una corsa lunghissima, estenuante e piena di ostacoli che si è conclusa nel migliore dei modi per i levrieri, che hanno vinto il loro diritto di essere liberi, di non soffrire maltrattamenti né essere sfruttati da persone senza scrupoli che hanno a cuore solo i soldi e non il benessere degli animali. Lo scopo era vietare questo abuso e i cani lo hanno raggiunto. Wow!
La legge, che ha avuto 132 voti a favore, 17 negativi e 23 astensioni, vieta le corse con i cani, qualunque sia la loro razza, su tutto il territorio nazionale. Inoltre, prevede pene da 3 mesi a 4 anni di carcere e multe da 4.000 a 80.000 pesos per quelli che, indipendentemente dal motivo, organizzano, promuovono, facilitano o svolgono questa attività.
Il disegno di legge è stato presentato dalla senatrice Magdalena Odarda ed ha ottenuto l’approvazione dal Senato (42 voti a favore e 15 astensioni) e pareri favorevoli dalla Comisión Penal e dalla Legislación General.
L’iniziativa non ha avuto solo l’appoggio dei parlamentari ma anche quello del Presidente della Nazione, Mauricio Macri, che ha scritto su Facebook: «Sosteniamo i progetti che propongono fine alle corse con i levrieri in tutto il paese per evitare che si continui a trarre profitto dalla sofferenza degli animali». La governatrice di Buenos Aires, María Eugenia Vidal, si è espressa nella stessa maniera.
Crónica è stato il primo media nazionale a rivelare il maltrattamento animale nelle corse con i levrieri. In un articolo del 18 novembre 2014 ha specificato come i cani venivano sottoposti ad allenamenti violenti, accoppiamenti forzati e somministrazioni di droghe illegali e stimolanti (cocaina, stricnina, efedrina, anabolizzanti, ecc) per migliorare le loro prestazioni in pista anche se causavano deterioramento fisico e, ovviamente, la morte dei cani. Questa attività non solo violava la legge sull’abuso degli animali, ma anche quelle sul gioco d’azzardo illegale e la produzione e il traffico di stupefacenti.
Dopo diverse ore di attesa e di tensione, la votazione è cominciata dopo le 22. Quasi due ore più tardi, dopo le esposizioni dei deputati, è arrivata la notizia tanto attesa da molti, soprattutto amanti e protezionisti degli animali. Passava di bocca in bocca: i levrieri hanno vinto la loro libertà.
Vigilia e incidenti Mercoledì scorso, il quartiere del Congresso è stato scenario di manifestazioni di massa. Da un lato, i cosiddetti «galgueros» chiedevano non solo la legalizzazione delle corse, ma anche la regolamentazione dell’uso di droghe. D’altra parte, i protezionisti esponevano tutti i motivi per cui questa attività doveva essere vietata. «L’abuso e lo sfruttamento non si regolano, si proibiscono», hanno sottolineato con enfasi.
Intorno a mezzogiorno si sono verificati gravi incidenti. Secondo le denunce dei protezionisti i gruppi di galgueros non hanno attaccato solo gli attivisti, ma anche una consigliera del deputato Néstor Pitrola, che si è espresso e ha votato a favore del divieto delle corse con i cani. Non è la prima volta che le difensore di animali abbiano ricevuto minacce. L’ultima intimidazione è stata molto grave: «A queste donne bisognerebbe bruciare due o tre macchine, seguirle, trascinarle fuori per i capelli, buttarci dentro un po’ di benzina e bum.»
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Articolo originale:
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