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Animal Equality, la preziosa testimonianza sul crudele commercio di carne di cane e gatto

Sul tema del crudele commercio di carne di cane e di gatto, pubblichiamo uno stralcio dell’articolo “Animal Equality, la preziosa testimonianza sul crudele commercio di carne di cane e gatto“, a firma di Simonetta Alfaro, presidente di A Noi La Parola, uscito sul sito www.anoilaparola.it l’11 giugno 2015. Il festival di Yulin, con […]

Sul tema del crudele commercio di carne di cane e di gatto, pubblichiamo uno stralcio dell’articolo “Animal Equality, la preziosa testimonianza sul crudele commercio di carne di cane e gatto“, a firma di Simonetta Alfaro, presidente di A Noi La Parola, uscito sul sito www.anoilaparola.it l’11 giugno 2015.
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Il festival di Yulin, con circa 10.000 animali uccisi rappresenta il concentrato in un solo giorno di quello che avviene ai 10 milioni di animali in Cina.

Stef Bettini in quanto rappresentante di Animal Equality e in particolare Responsabile Nazionale Investigazioni crediamo opportuno iniziare questa intervista con una vostra presentazione…

Animal Equality è un’organizzazione che nasce nel 2006, arrivando ben presto in diverse nazioni e creando quella che attualmente è un’ottima rete internazionale. In questo momento siamo presenti in Germania, India, Messico, Regno Unito, Spagna, Venezuela e da qualche mese anche negli Stati Uniti. Dal 2011 Animal Equality opera anche in Italia. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di occuparci in maniera ‘pioneristica’ dei diritti di tutti gli animali e di lavorare senza sosta per ottenere cambiamenti effettivi per loro. Abbiamo lanciato in questi anni diverse campagne negli ambiti in cui a milioni vengono sfruttati per l’intrattenimento, la sperimentazione, il vestiario e soprattutto l’alimentazione. Ci tengo a sottolineare che siamo stati una delle prime associazioni a lanciare campagne pubbliche grazie al costante lavoro della nostra squadra investigativa nazionale ed internazionale, ottenendo una tra le più vaste e importanti raccolte di materiale video e fotografico. Abbiamo documentato situazioni inimmaginabili di quello che avviene nei vari settori in cui gli animali vengono sfruttati e uccisi.

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Siete stati ripresi più volte dai media per le vostre Investigazioni documentazioni preziose per comprendere consapevolmente situazioni inaccettabili a danno degli animali. Oggi vorremmo trattare di un capitolo speciale quello del commercio della carne di cane e di gatto non consumata esclusivamente in Cina, ma anche in altri paesi come il Vietnam, la Corea del Sud, la Thailandia, l’India, l’Indonesia e le Filippine.
La campagna che dedicate a questo tema si chiama “Senza Voce”… ce ne vuoi parlare?

La campagna “Senza Voce” parte nel 2013 con il lancio della nostra prima investigazione, a cui hanno fatto seguito due importanti aggiornamenti. Come è nata? Animal Equality ha sempre avuto come obiettivo di voler esporre le condizioni di sfruttamento animale a 360 gradi, partendo da posti vicino a noi geograficamente, ma non ignorando quello che accade lontano da noi. Riteniamo che sia fondamentale per far emergere situazioni spesso sconosciute e soprattutto inimmaginabili. La nostra campagna sul consumo di carne di cane e gatto rientra tra questi obiettivi. Il perché si traduce nei numeri del drammatico scenario di partenza: più di 10 milioni di cani e gatti macellati in Cina per la carne e la loro pelliccia. Questo dato ci ha fornito l’input per iniziare un’indagine investigativa che ci portasse a capire concretamente di più sulla situazione. La prima cosa che abbiamo cercato di fare è stata quella di infiltrarci negli ambienti in cui tutto questo poteva avvenire: nei macelli clandestini e non, nei mercati dove questi animali venivano scaricati e rivenduti, negli allevamento (legali e non). Cani e gatti ammassati in piccole gabbiette, scaraventati durante lo scarico da tre metri di altezza, lasciati senza acqua e cibo. Di fatto un inferno, ma che in realtà corrispondeva esattamente allo scenario di qualsiasi mercato di carne di cane investigato durante il periodo in cui siamo stati in Cina.

Abbiamo cercato di avviare questo lavoro con un presupposto fondamentale: instaurare immediatamente un rapporto di collaborazione con più associazioni e più gruppi di volontari attivi sul territorio cinese. Il fenomeno del consumo di carne di cane o gatto non deve essere considerato come il pessimo risultato comportamentale di una qualsiasi (altra) popolazione, ma semplicemente una questione culturale e di tradizione radicata su un determinato territorio, esattamente come qui da noi è radicato, avallato e istituzionalizzato il consumo della carne suina o bovina (giusto per menzionare quelle più consumate). Il tempo ci ha dimostrato che è necessario lottare contro qualsiasi tradizione e fenomeno culturale che implica lo sfruttamento e la sofferenza di altri individui. Oggi le varie azioni degli attivisti in Cina rappresentano un lavoro prezioso il cui risultato è sotto gli occhi di tutti; pensiamo ad esempio ai tantissimi blocchi dei camion di trasporto, con la conseguente liberazione di centinaia di cani e di gatti. Siamo davvero contenti di verificare concretamente che anche il nostro lavoro può aver contribuito a questi slanci di cambiamento. Non ti nascondo che la nostra investigazione è stata fin dall’inizio molto difficoltosa, quando si parla di animali… si parla di commercio e di conseguenza in questi casi si parla spesso e volentieri di malavita organizzata. In più di una situazione i nostri investigatori si sono trovati a dover gestire fin da subito aspetti molto delicati. Se la loro vera identità o la loro reale motivazione per cui stavano filmando o facendo fotografie fosse stata scoperta le ripercussioni sarebbero state davvero tremende. I ragazzi della nostra squadra hanno corso seri pericoli, ce lo hanno testimoniato anche gli attivisti cinesi presenti sul posto, spesso in seria difficoltà per portare avanti il lavoro in difesa degli animali. In ogni modo noi sapevamo bene quello che volevamo ottenere, era necessario portare alla luce la realtà all’interno di questo commercio di sfruttamento e morte. L’abbiamo fatto e intendiamo continuare a farlo.

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Ma attualmente tutto ciò che accade in Cina che negli altri paesi è legale ? Ovvero l’utilizzo di queste carni per scopo alimentare non è vietato?

mercato02Per leggere articolo integrale vi rimandiamo:

anoilaparola.it/top/animal-equality-preziosa-testimonianza-crudele-commercio-carne-cane-gatto

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