Altro caso di crudeltà di due greyhound in Irlanda rinchiusi da anni in gabbie piene di escrementi.
Grave caso di maltrattamento scoperto e denunciato dalla DSPCA – Dublin Society for Prevention of Cruelty to Animals (che è un’organizzazione benefica registrata, fondata in Irlanda nel 1840 per prevenire la crudeltà verso gli animali nella regione di Dublino), una delle più autorevoli associazioni irlandesi per la tutela degli animali, che ha […]

Grave caso di maltrattamento scoperto e denunciato dalla DSPCA – Dublin Society for Prevention of Cruelty to Animals (che è un’organizzazione benefica registrata, fondata in Irlanda nel 1840 per prevenire la crudeltà verso gli animali nella regione di Dublino), una delle più autorevoli associazioni irlandesi per la tutela degli animali, che ha esortato il Ministero dell’Agricoltura ad aprire un’inchiesta.
La DSPCA ha scoperto, soccorso e salvato due greyhound che vivevano rinchiusi a chiave in “gabbie sporche” da almeno tre anni ed erano infestati da pulci e zecche. I cani erano “ricoperti di sporcizia” per l’impossibilità di sdraiarsi su nient’altro che non fossero le loro stesse deiezioni, cosa che ha portato uno dei due a subire una grave infestazione da pulci. I due greyhound, che hanno rispettivamente cinque e sette anni, non hanno mai gareggiato, nonostante i tatuaggi e l’addestramento ricevuto come greyhound da corsa.
Questo episodio di maltrattamento non è purtroppo un episodio isolato, ma il destino che affligge una quota di greyhound sfruttati nel mondo delle corse commerciali (racing) e del coursing.
Sotto potete trovare la traduzione di uno degli articoli a mezzo stampa che hanno dato notizia di questa vicenda.
Greyhound racing in difficoltà per cani trovati ‘ricoperti di sporcizia’
Accesso botta e risposta tra la DSPCA (Dublin Society for Prevention of Cruelty to Animals) e l’ente corse irlandese dopo la scoperta di alcuni cani “infestati dalle pulci” salvati poi dall’associazione.
Di Ken Foxe 06/02/2022
I rapporti tra la Greyhound Racing Ireland (GRI) e la DSPCA – Dublin Society for Prevention of Cruelty to Animals (che è un’organizzazione benefica registrata, fondata in Irlanda nel 1840 per prevenire la crudeltà verso gli animali nella regione di Dublino), una delle più autorevoli associazioni irlandesi per la tutela degli animali, si sono inaspriti dopo un’indagine che ha coinvolto due greyhound maltrattati.
L’inchiesta del GRI ha scoperto che i due cani erano stati rinchiusi a chiave in “gabbie sporche” da almeno tre anni ed erano infestati da pulci e zecche.
I cani sarebbero stati “ricoperti di sporcizia” per l’impossibilità di sdraiarsi su nient’altro che le loro stesse deiezioni, cosa che ha portato uno dei due a subire una grave infestazione da pulci.
Dopo che sono stati salvati, la DSCPA ha postato sui social media l’immagine di uno dei cani, Katie, tremante di paura dopo aver ricevuto le prime cure.
Tuttavia il GRI, che regolamenta e promuove il dog racing, ha chiesto che il post venisse rimosso in quanto nessuno dei due cani aveva mai corso, secondo i dati pubblicati nel rispetto del diritto alla libertà di informazione.
In base ad alcune email risalenti alla scorsa estate gli ufficiali parlano di “puro sensazionalismo”, nell’affermare che il cane fosse nervoso semplicemente perché era stato un greyhound da corsa.
“Come accade ad altre razze canine, anche i cuccioli di greyhound possono nascere timorosi e questa condizione può perdurare per tutta la vita dell’animale” ha scritto il responsabile del benessere e tutela del GRI, Barry Coleman. “Ho visto in passato situazioni in cui un greyhound estremamente diffidente verso gli estranei abbia iniziato a scodinzolare e a muoversi appena individuato il suo proprietario”.
Anche l’ex direttore generale del GRI, Ger Dollard, ha scritto di come il post pubblicato possa “apparire spaventoso online”: “uno dei nostri rappresentanti autorizzati potrebbe indagare e vedere di rintracciare le informazioni su questo greyhound”.
Il Sig. Dollard ha poi aggiunto rivolgendosi al DSCPA chiedendo la rimozione del post e che il suo staff aprisse un’indagine. “E’ scoraggiante che un’immagine così dolorosa venga usata per ottenere donazioni. Dovreste considerare l’idea di rimuoverla dalle vostre piattaforme social” ha concluso.
In risposta il DSPCA ha detto che i loro post di raccolta fondi riflettono semplicemente il lavoro di tutela animale di cui si occupano:
“L’ultima volta che uno dei vostri ispettori ha visitato la nostra struttura si è concluso tutto con una donazione insoddisfacente che ha portato la nostra associazione a doversi fare carico economicamente degli animali per mesi” hanno specificato.
Il Sig. Dollard ha risposto che il collocamento di un link per effettuare donazioni “sotto ad un’immagine così dolorosa è davvero deludente”.
Dopo l’indagine condotta da un ufficiale del GRI, è emerso che i due cani ad un certo punto erano stati chiusi a chiave in gabbia.
“Erano in pessime condizioni di salute in quanto il loro proprietario non era in grado di prendersene cura. C’era una persona che se ne occupava, che li ha rinchiusi per alcuni anni”
si legge in un’email interna.
“Con l’aiuto di un parente li abbiamo recuperati giovedì 22 luglio 2021. I cani avevano pulci e zecche. Le gabbie erano sporche”.
Le persone che hanno tratto in salvo i cani hanno pubblicato un post per la loro adozione su Facebook, post che è stato notato dal DSPCA che ha provveduto a recuperarli.
E’ così emerso che i due cani, che hanno rispettivamente cinque e sette anni, non avevano mai gareggiato, nonostante i tatuaggi e l’addestramento ricevuto come greyhound da corsa. In una relazione formale successiva si legge che “è inaccurato descrivere i greyhound come ex racer in quanto nessuno dei due ha mai svolto allenamenti o gare ufficiali”.
Email successive spiegano come un ispettore del GRI avrebbe visitato la struttura dove i due greyhound erano precedentemente detenuti.
In un’email scritta da Enda McCabe, rappresentante del benessere e integrità animale del GRI, si legge: “la gabbia era chiusa a chiave, ma con mezza porta aperta in alto così sono stato in grado di scattare una foto. Le gabbie sembravano a posto, ma il problema è che erano rinchiusi lì dentro da molto tempo, probabilmente anni”.
Dollard ha successivamente scritto al DSCPA, affermando che l’indagine del GRI era ancora in corso, ma che l’informazione sul fatto che i greyhound fossero racer era “falsa” e “danneggiava la reputazione dell’industria”.
“Chiedo formalmente al DSPCA di rimuovere ogni riferimento a greyhound racer o ex racer in quanto non sono informazioni corrette” ha scritto.
In risposta il DSPCA ha dichiarato di aver saputo dell’indagine, ma ha respinto ogni suggerimento in merito a false dichiarazioni. Tuttavia hanno concordato di rimuovere dai post ogni riferimento a “racer” o “ex racer” per precauzione.
Inoltre si legge che non agevoleranno più visite non previste da parte di ispettori del GRI in quanto “non sono gradite e risultano deleterie ai fini delle operazioni”.
Dollard ha concluso di essere rimasto sconcertato da “un’email così aggressiva” e che il GRI continuerà a portare avanti i propri doveri a tutela del benessere animale.
Il caso è continuato fino a settembre, quando il GRI è stato accusato di essere al corrente delle pessime condizioni di salute dei cani e del fatto che fossero sotto chiave da anni.
Quando è stata interpellata in merito ai dati raccolti, la direttrice generale del GRI, Dearbhla O’Brien, ha affermato che avrebbero risposto prontamente e proattivamente in caso di negligenza o maltrattamento di un greyhound. “Riconosciamo che il DSPCA sia preoccupato e spinto dal desiderio di proteggere il benessere dei cani, e anche se siamo un’organizzazione diversa che opera seguendo parametri diversi, entrambi abbiamo a cuore la tutela di questi cani” ha detto.
Il DSPCA ha concluso di essere rimasto sconvolto dalle condizioni di salute dei due greyhound ed ha esortato il Ministero dell’Agricoltura ad aprire un’inchiesta.